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New Orleans: La tua guida nella magica città del Jazz e dei riti Voodoo

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Se metti insieme musica Jazz, Quartiere Francese, Bourbon Street, il Mardì Gras, cucina creola, riti voodoo e regine della stregoneria, sai cosa ottieni?

La città più affascinante degli Stati Uniti.

Welcome to New Orleans!

Una piccola guida su ciò che devi sapere e soprattutto cosa fare a New Orleans per godertela a pieno e non perderti nulla.

Lasciati ammaliare dalla città dove l’antica cultura tribale dell’Africa incontra quella chic e perbenista dell’Europa e dà vita a qualcosa di straordinario: Jazz, architetture raffinate, una tradizione culinaria ricercata e tanta magia.

Siamo nella città di una leggenda, Louis Armstrong, ed è un viaggio attraverso il Jazz, il Voodoo e le case stregate con personaggi divenuti mitici, come il Re della stregoneria, la Regina del Voodoo e la serial killer più famosa di New Orleans e tutti hanno un comune denominatore: il Quartiere Francese.

E’ inoltre un viaggio culinario sorprendente e da palati raffinati, tra un cocktail Hurricane, il cui nome è già un programma, e il Gumbo.

Siamo in America e la modernità è sempre il suo tratto distintivo.

I SOPRANNOMI DI NEW ORLEANS

La città deve il suo nome a Filippo II d’Orleans, ma per tutti lei ha dei soprannomi, che parlano dell’anima della città e che ogni turista dovrebbe apprendere prima di venire qui. Iniziamo dal primo:

  • NOLA: sta per New Orleans Louisiana. Ormai la chiamano quasi tutti così. E’ un diminutivo che sa di nome proprio, proprio come se ad un amico di nome Giuseppe, lo chiamassimo tutti Pino. Questo ti dà l’idea che con New Orleans devi familiarizzare, ma scoprirai da te che non ci vuole molto.
  • E’ la “Culla del Jazz”: e qui entriamo nell’anima della città e possiamo solo aprire un mondo di note e personaggi famosissimi.
  • New Orleans è anche “the Big Easy”: negli anni ’60 una giornalista locale la definisce così in contrapposizione a “The Big Apple” di New York, per dire che mentre tutti a New York corrono affannosamente, a New Orleans si prende tutto con calma. L’unico ritmo che si segue è quello del jazz.
  • New Orleans è “The City that care forgot”, ovvero chi viene qui, si dimentica dei problemi che ha ed è felice.

Allora, basterebbe anche solo quest’ultimo soprannome per preparare le valigie, il passaporto e volare… fosse solo con la mente.

DOVE SI TROVA NEW ORLEANS

Comincio con il precisare dove si trova New Orleans: siamo nello Stato della Louisiana, chiamato così in onore del Re Sole, Luigi XIV, ma non ne è la capitale, è la sua perla. Siamo nel “Pelican State”, dal nome dell’uccello simbolo dello Stato, il pellicano marrone.

E’ una ex colonia spagnola ed ex colonia francese. Siamo nel profondo sud degli schiavi deportati dall’Africa e ci affacciamo sul Golfo del Messico.

Cominciamo con la vera forza attrattiva di Nola, la musica jazz, per poi scorrere tra i riti voodoo, il Quartiere Francese, le sue attrazioni e la sua cucina.

IL JAZZ

Non è solo musica, il jazz è l’aria che respiri. E’ musica selvaggia, che ti fa sentire vivo e ti fa venire voglia di ballare. Tutto è jazz a New Orleans e devi venire qui per comprendere che la musica vibra nella città, scorre nel sangue degli abitanti e scandisce il ritmo della vita.

Dire quando sia nato il Jazz è arduo, vuol dire iniziare a fare una serie di illazioni varie, ma prendiamo per buono ciò che si dice qui, ovvero che sia nato prima della Guerra Civile a Congo Square come un mix di suoni appresi in chiesa, al bar ed a casa e che messi insieme abbiano dato vita alla musica che ancora oggi ascoltiamo.

LOUIS ARMSTRONG

Il Jazz di New Orleans è fatto dalla tromba, trombone e cornetta, ma soprattutto il Jazz a New Orleans è Mister Jazz, come lo definì Duke Ellington, detto anche “Satchmo” (bocca a sacco), ovvero il grandissimo ed inimitabile LOUIS ARMSTRONG. Chi può dimenticare la sua “What a wonderful world”?

Cosa dire di “Dream a little dream of me” con Ella Fitzgerald? Ho i brividi anche solo a scrivere i nomi di certi capolavori.

Ebbene, è figlio di questa città magica e nipote degli schiavi neri delle piantagioni di cotone. A New Orleans è cresciuto in un quartiere malfamato e noto per la prostituzione, Storyville, parte dell’attuale French Quarter, con una nota positiva: era circondato dalla musica, grazie alla presenza sulla stessa via di un famoso locale di musica nera e bianca, il Funky Butt Hall.

Al tempo di Armostrong, a New Orleans troviamo un ambiente in cui neri e bianchi vivono relazioni diverse dal resto degli Usa: coesistono afro-americani liberi e ricchi, sposati a bianchi, ed afro-americani che faticano a vivere. Louis Armstrong già da bambino deve guadagnarsi la vita ed impara da autodidatta a suonare la cornetta.

Ad 11 anni viene arrestato per una notte e mandato in riformatorio ed è qui che comincia il suo vero percorso musicale, suonando la cornetta nella band, che lì si era formata.

Impara a suonare diversi tipi di musica, che hanno contribuito a formare il grande musicista, noto a tutti noi. All’inizio della sua carriera non suona la musica jazz, né si considera un musicista jazz ed è sicuramente il paradosso di colui che nell’Olimpo della musica è una leggenda di questa musica.

Il suo maestro fu il famoso jazzista Joe Oliver, della cui orchestra Jazz Louis Armstrong fece parte per 3 anni e divenne celebre per i suoi interventi solistici. La sua carriera decollò per altri lidi, fuori dalla sua New Orleans, divenendo il più geniale musicista e cantante Jazz di tutti i tempi.

Oltre ad Armstrong, ci sono molti nomi celebri, che si sono esibiti qui e che continuano a considerare New Orleans “La Mecca” del Jazz, ricordo che qui si celebra tra l’ultimo weekend di aprile e la prima settimana di maggio di ogni anno il Jazz Fest, ovvero il Festival Jazz più importante del mondo.

DOVE ASCOLTARE IL JAZZ

FRITZEL’S EUROPEAN JAZZ BAR

Situato al numero 733 della mitica Bourbon Street, la via che è nata con New Orleans e porta il nome dei reali di Francia. E’ un’istituzione e te ne parlo tra un po’, alla voce Bourbon Street, ti dico solo che ne vale la pena, nonostante sia un buco di locale. Non ci vai per mangiare, ma per cocktail e musica ..e che musica!

FRENCHMEN STREET

E’ la via del Jazz, senza alcun dubbio. Ti basta metter piede per capirlo. Siamo accanto al French Quarter, nel Faubourg Marigny. Il locale più famoso è lo SPOTTED CAT MUSIC CLUB al numero 623 di Frenchmen Street. Non ti aspettare un locale grande e, nonostante sia affollatissimo, sa di intimo. Deve consumare almeno un drink, ma ci sta tutto, ti aspetta una splendida serata di musica vera.

PRESERVATION HALL

Per chiunque volesse assistere a magnifiche performance giornaliere di Jazz, consiglio di prenotare al Preservation Hall al 726 di St. Peter Street nel Quartiere Francese. E’ proprio il locale che ti aspetti, ovvero un buco senza aria condizionata in cui trascorrerai un’ora di Jazz dal vivo ed è puro divertimento.

RITI VOODOO

Le pratiche voodoo giunsero qui con l’arrivo degli schiavi dall’Africa, che portarono con sé i riti tribali tipici della loro terra, legati alla natura, al culto degli antenati ed alla presenza chiave degli spiriti.

A contatto con la popolazione cattolica locale, si è avuta una vera e propria fusione di pratiche cattoliche e riti voodoo, tanto da aver dato vita ad una specie di “cattolicesimo voodoo”, che ancora oggi sopravvive e che fa sì che al culto di Nostro Signore si unisca la “santificazione” degli spiriti, da evocare per ottenere la protezione dal male.

Ed ecco che la danza e la musica vengono in aiuto ed i talismani divengono un elemento essenziale.

Scopri così che ancora oggi ci sono negozi dedicati al voodoo ed apprendi del gris-gris, una pratica di stregoneria, importata dall’Africa tramite gli schiavi e che prevede l’uso di amuleti, bambole e pozioni magiche.

Ti chiedono di cosa soffri: mal d’amore? ansia? depressione? Qualcuno ti invidia? Cerchi l’anima gemella?

Giocano facile, chi di noi non ha sofferto di almeno una delle suddette problematiche?

Se poi, come me, vai accompagnata da chi ha appena litigato via Skype con la più odiosa delle persone e la sua totale momentanea idiosincrasia verso il mondo gliela si legge in faccia, il gioco è fatto! Appare una bambolina voodoo con tanto di spilli su cui sfogare la rabbia, della serie “pungila dove vuoi”. E vai di spillonate! Più economico di una seduta terapeutica e meno doloroso del pugilato.

Hanno proposto anche pozioni e talismani, ma qui un rinsavimento improvviso ha evitato l’aggravamento dell’idiozia. Qualora la magia non ti arrecasse alcun timore, potresti tra candele e lenzuola bianche svolazzanti partecipare ad un rito voodoo all’International House Hotel, questa sì che è un’esperienza insolita!

FRENCH QUARTER – VIEUX CARRE’

Il Quartiere Francese o Vieux Carrè è l’iconico quartiere della città, qui si concentra tutto: l’architettura coloniale francese ed ispanica, i locali di musica Jazz, le case stregate ed i riti voodoo, i migliori ristoranti di cucina creola e si tiene la festa più bella d’America, il Mardì Gras, dove tutto è lecito o quasi.

Partiamo da un classico dei tour della città, le case in cui vissero 3 personaggi leggendari di New Orleans: il re e la regina della stregoneria, ovvero Doctor John e Marie Laveau ed una dei serial killer più agghiaccianti della storia, Madame LaLaurie.

  • DOCTOR JOHN è il Re del voodoo. Si proclamava un Principe del Senegal, molto più probabilmente la sua è una triste storia di deportazione dal Senegal a Cuba e poi a New Orleans come schiavo nei campi di cotone, dove iniziò a frequentare la comunità già esistente di schiavi praticanti il voodoo. Doctor John compra una proprietà a Bayou Road, dove predice la fortuna e diviene il più grande guaritore della città, gli si attribuiscono anche risurrezioni durante i rituali.
  • MARIE LAVEAU è la Regina del voodoo. Allieva di Doctor John, era una donna di colore, libera e caritatevole, viveva al 1020 di St. Ann Street (attualmente la casa è accanto al Inn’s St. Ann) ed era una fervente cattolica. Era conosciuta come una potentissima strega, tanto che non c’era uomo d’affari o politico che non si rivolgesse a lei prima di qualsiasi decisione. Pare che avesse assoldato un cacciatore di streghe per far fuori tutte le streghe bianche del quartiere. E’ seppellita nel Cimitero di St. Louis e la leggenda vuole che chiunque voglia essere appagato un desiderio, debba recarsi presso la sua tomba, battere 3 volte sulla sua lapide e chiedere il desiderio…considerando il numero di candele e quant’altro davanti alla sua lapide, si comprende come ci credano in molti!
  • MADAME DELPHINE LALAURIE era detta anche Madame Blanque, fu una delle prime serial killer di schiavi neri della storia. Se i due personaggi precedenti erano abbastanza inquietanti, con lei sembra di guardare una puntata della famosa serie tv “Criminal Minds”, agghiacciante! La sua casa delle torture è al 1140 di Royal Street. La storia di Madame LaLaurie narra che fosse una signora in apparenza gentile e benevola con gli schiavi neri fino al momento in cui non entravano in casa sua e lì diveniva peggio del film horror “Non aprite quella porta”. Nel quartiere già si vociferava di lei e della sua tirannia, era noto il caso di una bambina di 12 anni, colpevole di aver preso con il pettine un nodo della Madame, mentre le spazzolava i capelli. La Lalaurie la rincorse a frustate e la bambina si gettò dal tetto. In pochissimi anni si era registrato un consistente numero di morti tra gli schiavi di casa sua, decessi non considerati sospetti, fino all’incendio dell’aprile del 1834, quando scoprirono che teneva incatenata la cuoca al fornello della cucina e nella soffitta teneva gli schiavi in catene e senza cibo. Pare che avesse addirittura picchiato le sue stesse figlie per aver dato loro da mangiare. Gli schiavi erano pieni di cicatrici, avvolti da grosse catene e ne trovarono uno con un buco in testa, da cui uscivano i vermi. Li torturava fino alla morte e con il loro sangue ne faceva un elisir di bellezza. Madame LaLaurie riuscì a scappare a Parigi e non fece più ritorno.

Nel Quartiere Francese sono famosi gli HOTEL INFESTATI DAGLI SPIRITI, consiglio di sceglierne uno, darà qual giusto brivido alla vacanza. Io ho scelto il Dauphine Orleans Hotel, considerato uno dei più infestati della città, appartenuto inizialmente allo zio di Madame Lalaurie, la serial killer, ma poi divenuto famoso per Madame May Baily e le sue ragazze. Infatti, il bar attuale era un antico bordello, poiché qui siamo nella parte del Quartiere Francese della prostituzione, chiamato Storyville (il quartiere di Armstrong). Pare che diversi ospiti abbiano visto la sua anima aggirarsi, inclusa quella di un soldato frequentatore della casa del piacere.

Va bene, facciamo finta di crederci oppure diciamo che sia meglio che io non ci creda, altrimenti guarderei anche la mia ombra!

JACKSON SQUARE

Situata nel cuore del Quartiere Francese, è la piazza che ospita artisti di strada di ogni genere, che vogliono farsi conoscere, da pittori a suonatori di jazz ed a tutto quello che puoi incontrare. Non mancano ovviamente i cartomanti con la loro lettura dei tarocchi, mi raccomando, se conosci un po’ d’inglese, “concedi loro la tua mano”…per una lettura ovviamente! Sei sempre nella città magica dove neanche i morti riposano!

In questa piazza troviamo:

  • il CABILDO, uno splendido palazzo in stile coloniale spagnolo, edificato nel 1799. Era il Municipio durante la dominazione spagnola, ma anche successivamente venne utilizzato dalle amministrazioni comunali e divenne la sede della Corte Suprema della Louisiana.
  • la CATTEDRALE DI ST. LOUIS, ricostruita nel 1850 per la terza volta ed è di culto cattolico, poteva essere che qui a New Orleans anche la Cattedrale non fosse infestata? Ovviamente no! Pare che vaghi l’anima di Père Antoine, il cui corpo è sepolto lì. Si dice che appaia durante la messa di Natale alla sinistra dell’altare, mentre sorregge una candela!

BOURBON STREET E LA VITA NOTTURNA

E’ la via simbolo della vita notturna di New Orleans. Tutta vita! Si dice che a New Orleans non si dorma mai e Bourbon Street ti spiega il perché.

Luci a neon, poliziotti a cavallo, club da cui si ode un pianoforte suonare ed una tromba seguire il ritmo ed altri in cui ballano scatenati, strip club, gay club e non ti resta altro che entrare ed uscire dai locali.

Hanno nomi piuttosto esotici e c’è un’amplissima scelta.

Per ciò che riguarda il Jazz, vai al FRITZEL’S EUROPEAN JAZZ BAR, al numero 733 di Bourbon Street. E’ dal 1969 la Mecca degli estimatori del Jazz con la sua personale Jazz Band. Sarebbe meglio prenotare in anticipo, poiché è minuscolo, ma è straordinario.

Ovviamente devi assaggiare l’Hurricane, il cocktail tipico di New Orleans, creato negli anni ’40 quando il whisky scarseggiava e c’era abbondanza di rum sulle chiatte del Mississippi. Io lo adoro, rum, limone e frutto della passione.

FRENCH MARKET

Nel cuore del Quartiere Francese, il French Market nacque nel 1791 per iniziativa dei Nativo-americani, ma poi venne utilizzato da spagnoli e francesi come mercato aperto a tutto il mondo ed è così che gli immigranti dall’Europa, Africa, ma anche Caraibi hanno iniziato a vendere i loro prodotti qui, rendendolo un mercato unico nel suo genere. Vale la pena visitarlo e gustare il cibo freschissimo, preparato dai locali.

CANAL STREET E LA STREETCAR

Un’esperienza da non perdere è prendere la streetcar, ovvero il tram. E’ conveniente, ti permette di fare un giro magnifico della città, attraverso i quartieri più chic, ricchi di verde e case strepitose, o se prendi la linea Rampart / St. Claude, puoi arrivare al famoso cimitero dove è sepolta Marie Laveau. Rivivi un’atmosfera retrò, a me ha ricordato i vecchi tram di legno di Milano.

IL PORTO LA STATUA DEGLI EMIGRANTI ITALIANI

Al porto di New Orleans ho scoperto dell’esistenza di una statua rappresentante una famiglia italiana di emigranti. La statua è opera di uno scultore italiano, Franco Alessandrini, ed è stata commissionata dall’Italian American Marching Club per commemorare l’arrivo degli emigranti Italiani dall’800 sino al 1930.

A New Orleans è giunto il più alto numero di emigranti italiani in America.

LA CUCINA CREOLA

Se c’è qualcosa che riflette la multiculturalità della città è la sua cucina creola, famosa in tutti gli Stati Uniti. I creoli erano inizialmente i meticci, nati dall’unione di afro-americani e di coloni francesi e spagnoli, e vivevano in città. Con il passaggio della Louisiana agli Stati Uniti nel 1803, anche i bianchi di stirpe francese o spagnola cominciarono ad autodefinirsi Creoli, come tratto distintivo e sofisticato in contrapposizione agli americani.

Questi nuovi creoli diedero vita ad una cucina europea rivisitata ed il loro quartiere, situato nella parte superiore di Canal Street, fu chiamato dagli americani il “quartiere francese”.

La cucina creola è una cucina speziata e ricca di salse, con pesce fresco, i piatti tipici da provare sono: gumbo, jambalaya, poboy, crawfish etouffee, patate dauphinoise alla creola.

Do qualche consiglio su dove andare a mangiare:

Muriel’s a Jackson Square: il locale è già affascinante di suo per l’architettura francese, poi mettici che vantano un fantasma presente e chiudi il tutto con un piatto di gamberi alla creola, che parlano da soli.

Antoine’s Restaurant: situato al 713 di St. Louis Street, dal 1840 è gestito dalla stessa famiglia e se questa non è una garanzia della passione che ci mettono! Vi hanno mangiato vere celebrità, da Clinton a Papa Giovanni Paolo II e tanti, ma tanti attori e musicisti. Il locale è stupendo e c’è un dress code smart casual, ma non ammettono pantaloncini e infradito. Provare Crawfish etouffee, lo stufato di aragosta, e/o le ostriche.

New Orleans va vissuta qualche giorno, perché il suo fascino del sud tra l’antico ed il moderno ti cattura, ti ammalia e non ti lascia indenne.

Io me ne sono andata con una speranza, quella di tornarvi presto, e tu che mi hai letto fin qui, stai già pensando a New Orleans per un prossimo viaggio?

Se ti è piaciuto, condividilo con i tuoi amici. Grazie!

Maria Pia Maghernino

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