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BLOG DI VIAGGI

Hai mai visto il film Mangia Prega Ama?

Io non sapevo neanche fosse un libro autobiografico di Elisabeth Gilbert, né mi ero informata della trama. Sono stata attratta da lei, la sempre bellissima Julia Roberts.  Sono entrata  al cinema e ne sono uscita con una certezza, la voglia di scoprire Bali.

Ci sono andata e ritornata, me ne sono innamorata e ti dirò perché.

A Bali ogni giorno è domenica! E’ la filosofia di vita non scritta dei Balinesi. La loro vita è semplice, senza tante complicazioni ed elucubrazioni. Ciò che impari? A non prenderti sempre troppo sul serio. Nel sorriso delle donne Balinesi troverai l’essenza e la magia dell’Oriente. La mia guida locale mi ripeteva sempre “Sorridi, sei a Bali!”. Ed io l’ho fatto!

A Bali c’è una sola regola: non ci sono regole! Te ne rendi conto subito quando a bordo del loro inseparabile scooter, non c’è sinistra o destra, marciapiede o corsia per automezzi.

Stare in fila per interminabili minuti nel traffico? No, grazie! Ci sono sempre soluzioni alternative e più creative come percorrere con lo scooter il marciapiede.  Hanno un sistema di precedenza tutta loro e funziona! Li vedi districarsi  tra  baracche e strade interrotte e rallentare solo per le processioni.

Cosa rimane a te turista? Seguire le loro scie e goderti la tua vacanza esotica.

I Balinesi rendono l’impossibile possibile! Lo scooter a Bali non è solo il mezzo più veloce per spostarsi, lo scooter è tutto!  E’  “la macchina familiare”, mamma, papà e tre figli cominciano la giornata tutti insieme sopra le due ruote.

Lo scooter diventa anche il proprio business, così, con un chioschetto montato dietro, sei all’occorrenza un venditore di caffè e tè, un ristoratore con mie goreng e babi guling o sei venditore di palloncini e gadgets.

A Bali le distanze kilometriche si misurano in “tempo”! Non chiedere ad un Balinese quanti kilometri dista quel tempio o quella località. Sgraneranno gli occhi e ti risponderanno “ci vuole mezz’ora” oppure “ ci vuole una mezza giornata”.

Bali è l’Isola degli Dei! Non necessiti di un guru che te lo dica, basta guardare le migliaia di templi sparsi sull’isola e si parla di oltre 20.000 templi. La religione prevalente è quella Induista, di stampo animista e buddista. I Balinesi credono che gli Dei abbiamo creato il mondo facendo dei sacrifici e che gli uomini siano in debito con gli Dei, ma lo siano anche con gli antenati e con i preti.

Bali è cibo per gli Dei: Jean Cocteau, il grande scrittore ed  artista francese, scrisse che il cibo migliore non è venduto agli umani, ma è offerto agli Dei ed agli Antenati, il cibo peggiore viene lasciato per terra, poiché viene mangiato simbolicamente dalle forze demoniache terrestri.

Nella cultura Balinese, le Divinità, gli Antenati e persino i Demoni vengono sfamati e rispettati.

Il cibo consiste in offerte portate nei templi ed anche gli esseri umani godono di questo cibo. Dopo averlo portato al tempio per essere benedetto dalle Divinità e dagli Antenati,  lo riportano  a casa per condividerlo con familiari ed amici.

Bali è eterna battaglia tra bene e male: le preghiere quotidiane e le offerte ai templi servono a placare gli spiriti, che pervadono ogni angolo dell’isola, ed in questo modo creano una speciale energia ed armonia, che è l’essenza stessa di Bali.

L’aura positiva e quella negativa sono simbolicamente rappresentate dal Saput Poleng, dove saput sta per tessuto e poleng per bicolore, e sta ad indicare quel tessuto a quadri bianco e nero, che ritroviamo avvolto ovunque, attorno alle statue a guardia dei templi, agli alberi, ai ponti.

Bianco e nero rappresentano il Rwa Bhineda, letteralmente i due opposti. Il mondo vive una continua dualità, bene e male, gioia e dolore, vita e morte, alla disperazione segue sempre la gioia.

Bali è tolleranza: induismo, islam e confucianesimo convivono pacificamente in un’integrazione talmente improbabile da sembrare surreale.

A Pura Tanah Lot, il famoso Tempio sul lago, alle 6 del pomeriggio ho assistito alla processione serale induista, mentre si udiva il canto del Muezzin.

Nella spiaggia pubblica di Kuta, trovi le ragazze e donne musulmane, coperte sino alla testa secondo i dettami della loro religione, condividere lo spazio con donne in bikini.

Nelle maggiori celebrazioni religiose vi partecipano tutti.

Bali è profumo di incenso e di spezie, che ti pervadono le narici e ti riportano l’uno ad una dimensione spirituale, dell’anima, e l’altra a quella materiale, della pancia.

Cos’è alla fine per me Bali?

Bali è calda come la sua gente, intensa come i suoi odori, abbagliante come il verde dei suoi campi di riso, impetuosa come le sue onde, intima come i suoi tramonti, gioiosa come le sue cerimonie.

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