BLOG DI VIAGGI

Hai mai sognato di vedere la fioritura dei ciliegi tra i canali di Kyoto? E camminare tra i Torii che diventano rossi al tramonto?

Immagino ogni volta che apri la tua pagina Facebook e qualcuno posta un’immagine.

Probabilmente tu come me sei cresciuto o cresciuta a pane e cartoni animati giapponesi, con quei segni incomprensibili che apparivano tra una puntata di Candy Candy ed una di Jeeg Robot d’acciaio o tra Sailor Moon e Dragon Ball.

Kiss me Licia ci fatto conoscere il “vero” Giappone. I  due protagonisti principali maschili,  Satomi dai capelli viola e Mirko dai capelli giallorossi come la Roma, erano i leader del gruppo Bee Hive, ovvero Alveare d’api!  Da due con questi nomi e capelli ed un gruppo alveare, cosa ti aspetti?  Uno sciame di ragazzine urlanti, vestite come Lolite, che si strappano i capelli ai loro concerti. Spesso e volentieri i mitici due  passeggiavano in una città deserta…parliamo di Tokyo, 35 milioni di abitanti!

Il personaggio più colorito era Marrabbio, papà della protagonista Licia, vestita come una scappata di casa. Marrabbio aveva un tipico ristorante giapponese con due tavoli e quattro tatami, ad occhi chiusi e con fare arrabbiato tagliava il pesce con l’abilità di un Samurai. Il fratellino di Licia dai capelli blu aveva la bocca d’amianto, mangiava in qualche nanosecondo il Ramen fumante preparato da Marrabbio.

Questo è stato il mio primo approccio con il Giappone, pensa un pò!

Scommetto  che a scuola come me avrai provato a disegnare un personaggio Manga ed il risultato sarà stato più simile alla Guernica di Picasso che ad una grafica giapponese!

Poi sono cresciuta ed ho sognato con  Lost in translation  di Sofia Coppola, con i due protagonisti, Bob e Charlotte. che si innamorano al Park Hyatt di Tokyo, mica in un Capsule Hotel!

Come non immaginarsi accanto a Tom Cruise nella scena finale de L’ultimo Samurai in quel castello, immerso nella quiete delle colline in autunno!

E Memorie di una Geisha?

Abbiamo sentito parlare del leggendario senso dell’onore  nipponico oppure abbiamo  letto dei giocatori  giapponesi che  nelle competizioni  sportive internazionali lasciano lo spogliatoio pulito.   Ma a casa loro come sono?

Se come diceva Feuerbach “noi siamo quello che mangiamo”,  i giapponesi sono solo sushi e sashimi?

Ma sono realmente così diversi da noi?

Direi che è giunto il momento di andare in Giappone e capire se sono così zen come i loro giardini e se il sushi in Giappone è come la carbonara a Roma, inimitabile!

Quando?  Durante il tradizionale periodo della Sakura, la mitica fioritura dei ciliegi, per ammirarne i fiori, ovvero l’Hanami.

L’hanami ci ricorda quanto la vita sia effimera, il fiore di ciliegio che sboccia, fiorisce nella sua bellezza, ma il vento se lo porta via.

Per descrivere questo viaggio in Giappone, vorrei rispondere alla classiche domande che mi vengono poste:

– Quanto costa il Giappone?
– E’ facile organizzare il Giappone fai da te?
– Quali documenti ci vogliono?
– Devo comprare il Japan Rail Pass e posso prendere lo Shinkansen?
– Dove dormire in Giappone?
– Cosa vedere in Giappone?

Analizziamo i punti attraverso il mio viaggio:

QUANTO COSTA IL GIAPPONE?

In Giappone paghi l’aria che respiri e questo è un dato di fatto. La mia guida della Lonely Planet diceva di no, che è una credenza. Sarà così, ma ho speso in una decina di giorni quanto un mese in Vietnam, Cambogia e Thailandia.

Per il mio viaggio in Giappone ho scelto il periodo dell’Hanami ed i ciliegi fioriscono tra fine marzo ed aprile, che per me corrisponde anche al mio compleanno, per cui mi sono fatta questo regalo.

Se scegli di vedere il Giappone durante l’hanami, devi essere consapevole che i prezzi sono notevolmente maggiorati, un po’ come d’agosto in Europa. Un hotel che normalmente costa sui 100 Euro al giorno lo paghi 300, il peggio è quando lo vedi e capisci che hai subito una rapina a mano libera. Ti dirò di più,  la maggioranza delle foto delle fioriture di ciliegi in giro hanno i colori ritoccati con la saturazione. Credevo di immergermi in un’ambiente rosa shocking ed ho visto un rosa confetto, bellissimo comunque.

Il Giappone è una meta di molti viaggi di nozze, spesso unita alle Fiji o alla Polinesia francese. Potresti decidere di affidarti ad un’agenzia oppure crearti il tuo viaggio fai da te.

Il Giappone può essere per tutte le tasche, va da sé che più spendi, meglio andrai.

E’ FACILE ORGANIZZARE IL GIAPPONE FA DA TE?

Sì! Ti dico cosa ho fatto io prima di arrivare in Giappone:

  • Ho comprato un biglietto aereo della Air China con scalo a Pechino, direzione Tokyo. Se programmi il tuo viaggio con un certo anticipo, ti consiglio un volo diretto.
  • Ho scelto un hotel a Chiyoda nel centro di Tokyo, poiché la città è gigantesca e muoversi può essere problematico.
  • Ho comprato dall’Italia il Japan Rail Pass con validità una settimana per girarlo in treno.
  • Ho preso un appartamentino a Kyoto.
  • Ho prenotato un hotel alla stazione di Hiroshima, la cui posizione è risultata fantastica.

 

QUALI DOCUMENTI CI VOGLIONO?

In Giappone si entra con passaporto valido e non abbiamo bisogno del visto per ragioni turistiche, se ovviamente il tuo periodo è limitato ed il tuo viaggio sia a puro scopo turistico.

JAPAN RAIL PASS E SHINKANSEN

Se vuoi girare il Giappone, devi assolutamente comprare il JAPAN RAIL PASS!

Prima di partire per il Giappone, ho comprato il biglietto ferroviario settimanale in un’agenzia a Roma, ma è possibile comprarlo online. Questo voucher però va scambiato all’arrivo in Giappone in uno degli uffici JR, che trovi all’aeroporto o alle stazioni ferroviarie. Ti fanno riempire un questionario e scegli una data di inizio di validità del Pass. Detto così, sembra tutto facile, ma ti consiglio di avviarti ben prima dell’orario di partenza, c’è tanta fila e dovrai prima capire dove andare.

SHINKANSEN

Attenzione! Non puoi prendere gli Shinkansen “Nozomi” e “Mizuho”, i treni più veloci, ma potrai prendere gli “Hikari” ed i “Sakura”. Quindi, fa caso a quali treni ci sono, poiché su alcuni treni  il tuo biglietto non è valido.

Che dire, sono scenici! Arriva un siluro che sposta l’aria.

Anche se i nostri treni ad alta velocità sono pure più veloci, non è una statistica mia, ma la trovate online, i loro fanno impressione. La forma aerodinamica dei treni giapponesi è spaziale!

Prenotazione posti: ovviamente non ce n’è neanche uno a pagarlo, ma mi viene cortesemente riferito che c’è un vagone senza prenotazione. Insomma, anche qui all’arrembaggio!

Bisogna assolutamente accaparrarsi un posto, poiché senza uno scomparto valigie, risulta difficile collocarle.

Nel mio viaggio da Tokyo verso Kyoto trovo un posto in maniera rocambolesca, sistemo la valigia più grande davanti alle mie gambe ed il resto addosso, l’obiettivo è non alzarsi mai!

Sale una signora di una certa età, bassina e tutta curva,  e nessuno, ma dico nessuno!, si è alzato per farla sedere. Io ero diventata una valigia umana, visto che le avevo addosso, e mi sono sentita un verme, poiché cedo sempre il posto a chi ne ha bisogno.  Gli altri passeggeri, pure giovani, erano liberi da pacchi e nessuno le ha neanche chiesto se volesse sedersi. Mi è crollato il mito dell’educazione giapponese! Caspita! Puliscono gli spogliatoi degli altri, si inchinano per salutarti ogni due per tre e poi non si alzano per fare accomodare una vecchietta?

Il viaggio in treno lo passo a guardare dal finestrino, non ci posso credere, è tutto cemento da quando si lascia la stazione di Tokyo a quando si arriva. Ad un certo punto si intravede il Monte Fuji. E’ più bello sui dipinti che ho a casa!

 

DOVE DORMIRE IN GIAPPONE?

C’è una vastissima scelta:

HOTEL

Meritano una speciale menzione in questo mio racconto di viaggio gli hotel. Ovviamente tutti vorremmo andare al Park Hyatt sulla Shinjuku Park Tower e godersi la vista di Tokyo sino al Monte Fuji e potendolo fare, è da farsi!

Poi, però ci si confronta con la realtà dei prezzi e dell’offerta degli hotel in città. E qui viene il bello del Giappone! La media delle camere è di 10-12 metri quadrati, se ti va bene.

L’hotel che ho scelto a Tokyo  è situato a Chiyoda,  è decente e spartano. La stanza però  è pensata per i puffi, 12 metri quadrati. In pratica hai  un letto matrimoniale alla francese, una specie di tavolino e le tue valigie occuperanno l’unico spazio possibile per camminare.

“Si prega di fornirsi di ali per l’atterraggio dal bagno al letto” sarà sicuramente scritto in qualche ideogramma in hotel.

Il bagno è incredibile, in un buco c’è di tutto. Il WC meriterebbe le istruzioni per l’uso, è tutto elettronico, pulsanti ovunque. Ho quasi paura a schiacciarli, dovesse uscire il raggio fotonico di Mazinga!  Solo in Giappone possono pensarlo un gabinetto così!

CAPSULE HOTEL

Noi, cresciuti  manga e  ninja , sappiamo che i giapponesi sono dei geni assoluti ed hanno pensato che puoi dormire anche in molto meno di 10 metri quadrati! Ed ecco le Capsule Hotel. Benvenuto nel tuo loculo notturno!

Hai una camerata loculi per uomini ed un’altra loculi per donne. In pratica, non sali sul letto, ma ti infili in questa specie di lunga scatola monoposto in muratura. Sono poste una sopra l’altra, vi sali con le scalette e sono dotate di alcuni confort.

Le valigie le hai già depositate in un armadietto fuori della camerata delle capsule, le ciabatte le lasci giù e tu sali su a fare  la tua esperienza Tutankhamon nel sarcofago!

LOVE HOTEL

ne vogliamo parlare? Fantastici! Ne hanno fatto anche un film. Se quei letti potessero parlare, ma sai quante ne racconterebbero? Tu prenoti la tua stanza, attenzione però! Trovi scritto Rest, che vuol dire che ti affittano la stanza ad ore, e Stay, in cui puoi dormire la notte. Se pensi di dormire la notte, entri dalle 21:00 in poi  e te ne esci la mattina.

Insomma, se programmi una sola notte, ci sta! Altrimenti fai il profugo con le tue valigie e per me, le cui valigie hanno sempre un non so ché di voluminoso,  sono impensabili per più di una notte.

RYOKAN

ovvero l’hotel alla giapponese con la classica architettura locale. C’è il tatami e dormi sul futon, che rimuovi la mattina per inserirlo in un armadio. Vivi in quel loro stile essenziale e ti devi mettere un bel kimono e le ciabatte di legno. Anche questi non te li regalano, ma almeno hai la sensazione di vivere “local”.

Il futon al giorno d’oggi penso sia il letto più venduto di Ikea, almeno il più economico, per cui probabilmente tutto vi abbiamo già dormito.

APPARTAMENTI

sui classici siti di ricerca appartamenti, ne trovate di tutti i tipi. A conti fatti risulta la soluzione più economica.

Nell’appartamento che ho trovato a Kyoto, non ho mai visto il padrone di casa, mi ha lasciato via mail  il codice d’ingresso all’edificio e le chiavi nella cassetta della posta. E’ stato un vero e proprio fai da te.

COSA VEDERE IN GIAPPONE?

TOKYO

Nel mio programma la  prima tappa deve essere necessariamente la capitale.

Mentre sei ancora sull’aereo e stai per atterrare, dal finestrino vieni abbagliato dalle luci della città. E’ galattica ed è talmente illuminata che sembra un gigantesco albero di Natale, una Tour Eiffel stroboscopica.

Per il cosiddetto effetto “WOW”, bisogna tassativamente arrivare di sera. Tokyo è Tokyo per i suoi grattacieli illuminati da cartelloni giganteschi, per le  lampade di carta di riso accese davanti ai ristoranti, per le luci soffuse che illuminano i templi di Asakusa. Questa è l’idea di Tokyo che abbiamo dai film, dai cartoni animati giapponesi, dai video e dalla pubblicità del Giappone e questa deve essere la tua prima impressione.

Tokyo è una megalopoli, la grande Area di Tokyo fa 35 milioni di abitanti, sì! Proprio 35 milioni!

A Tokyo vi sono due aeroporti internazionali: Narita ed Haneda. A Narita arrivano la maggioranza dei voli internazionali, incluso le nostre maggiori compagnie aeree.  La Air China atterra all’aeroporto di Haneda, che ha dalla sua la vicinanza al centro di Tokyo in circa 20 minuti di treno. Il volo Air China l’ho prenotato tramite un sito di comparazione di viaggi in modo da poter ordinare i voli  in base al prezzo, durata, valutazione.  Consigliatissimi! Attenzione però! Guarda sempre la durata, altrimenti potresti fare un volo di 46 ore, con scali di 30 ore chissà dove. Comunque, consulta sempre il sito delle varie compagnie aeree, potrebbero stupirti.

Treno dall’aeroporto:  Dopo aver sbrigato le pratiche burocratiche e preso le valigie, ti consiglio di prendere il treno, attenzione però, le scritte sono in giapponese, guarda con calma per non sbagliare direzione, ma sta tranquillo, prima o poi appaiono in inglese.  I nomi sono complicatissimi, fanno venire il mal di testa, del tipo prendi la Keikyu-kuko Line verso Shinagawa e da lì il cambio con la verde JY Yamanote Line per Tokyo Ueno. Un mezzo stress visivo!

Ovviamente è tutto pulito, ordinato, preciso, asettico. Arrivata al centro di Tokyo, con Google maps guardo che autobus prendere per andare in hotel. Vuoi il fuso orario, vuoi la stanchezza, ci metto un po’ a realizzare dove andare e cosa fare, però ci arrivo! Sappi che in Oriente ci saranno momenti in cui penserai che solo i segnali di fumo ti salveranno e ti faranno capire cosa ti stiano dicendo.

L’hotel che ho scelto è situato a CHIYODA,  l’ho già descritto  sotto la voce hotel. E’ decente ed in fondo è avere una stanza quello che conta.  E’ di 12 metri quadrati, in cui hai tutto, dal letto alla francese al bagno di Mazinga, in cui il gabinetto ha più pulsanti di quanti se ne vedano nella cabina di pilotaggio di un aereo.

E’ ora di cena, ci sarà anche il fuso orario, ma il pensiero di un sushi o di un yaki udon fa resuscitare i morti.

A Tokyo comprendi subito che i locali più abbordabili, ed anche migliori,  sono i loro, ossia quelli in cui il menù in inglese te lo puoi scordare ed in cucina ti serve una specie di Marrabbio di Kiss me Licia. Il sapore degli udon è insuperabile. In Italia ormai la “cucina giapponese” è appannaggio dei  ristoranti cinesi, i quali modificano anche la loro stessa cucina per adattarla ad i nostri gusti, figuriamoci se parliamo di veri sapori giapponesi!

E’ bello perdersi la sera per le loro vie, tra idiogrammi e cartelloni,  e guardare i ristorantini con i lampioni rossi di carta di riso appesi fuori, ma anche notare come vivono loro, come si vestono o semplicemente osservare come camminano.

I giapponesi escono tardissimo dagli uffici, solo uomini, vestiti di scuro con camicia bianca e si dirigono nei locali.

La stanchezza si fa sentire ed è ora di tornare in hotel per un meritato riposo.

Da buona occidentale , la colazione non merita menzione. Sono orientali, quindi scordatevi in un tre stelle i nostri cornetti, torte della nonna, crostate di frutta o le sfogliatelle calde come a Napoli.  Pertanto, a prima mattina la prima destinazione  è Starbucks, che ovviamente ha prezzi comparabili al mitico Florian di Venezia, senza essere in Laguna! Fattene una ragione, sei in Giappone!

Tokyo di mattina mi dà tutta un’altra impressione, anzitutto quei scintillanti  grattacieli con le loro incredibili scritte diventano dei blocchi grigi, che fanno pendant con il cielo, anch’esso grigio.

Non si va a Tokyo per i suoi antichi fasti, non sei a Roma, dove ogni angolo suda storia e respiri la sua raffinata bellezza, a Tokyo non c’è nulla di tutto ciò. A Tokyo vai per la sua modernità, poiché vuoi proiettarti nel futuro, in un mondo automatizzato e tecnologico, in cui alzi gli occhi e ti ritrovi circondato da cartelloni pubblicitari giganteschi, da ragazzine in kimono o vestite nella maniera più eccentrica che tu possa vedere. Ci vai perché lo Shinkansen con i suoi 15 metri di muso è il treno da non perdere. Devi rimanere a bocca aperta per i grattacieli griffati di Ginza.

COSA VEDERE A TOKYO

Scopri subito che i giapponesi non affollano solo le nostre fantastiche città, ma anche le loro per far visita ai loro monumenti.

PALAZZO IMPERIALE:
Decido che la prima destinazione è la sede dell’Imperatore del Giappone, ossia dell’uomo che ha origine divina, che non ha cognome, ma un nome imponente, di colui che vanta il trono della monarchia  mai interrotta più antica del mondo.

Con l’hotel a Chiyoda, ci arrivi a piedi. Non è visitabile, se non due giorni l’anno, ahimè, non sono capitata in quei giorni! Si possono visitare solo i giardini con il fossato. A parte lo stress  dei dovuti controlli e dei percorsi obbligatori, il giro del giardino non mi ha colpito profondamente, nonostante ci sia la fioritura degli alberi. Ho in mente i giardini di Versailles, visti da poco, e se poi non posso vedere neanche gli interni del mitico palazzo, la considero una  buona camminata mattutina per smaltire il jet lag.

SHIBUYA :
Dopo i  giardini imperiali, mi dirigo a Shibuya (fermata metro  Shibuya). E’ imperdibile per più ragioni

1) E’ l’incrocio più trafficato del mondo e credimi, guardalo dallo Starbucks, che si trova al primo piano di uno degli edifici della piazza, e  ti rendi conto che allo scattare del verde per i pedoni si muove il mondo. Un fiume di persone attraversano da tutti i lati contemporaneamente e  con telefonini in mano  immortalano il momento. Io non sono da meno, sto con il mio telefonino in mano a fare foto e video, quindi tieniti pronto. Non ho parole per descrivere questo incrocio se non con stupefacente per la massa di persone.  C’è il mondo! Ti  dà l’idea di quanti milioni di persone vivano a Tokyo. Sei immerso tra così tanta gente che sembra di essere all’uscita dello  Stadio dopo un concerto di Vasco o degli U2.

2) Alla stazione di Shibuya c’è la statua del cane Hachiko, che attese qui per 11 anni ogni giorno il suo padrone morto. Peccato che non ci sia Richard Gere come nel film!

3) Trovi i cartelloni pubblicitari più incredibili. Se ci torni di sera  poi, sei avvolto dalle luci.

4) Quartiere di tendenza e dello shopping: c’è lo shopping di lusso di Omotesando,  ma  in questa zona nasce l’Harajuku Style, quello stile alla manga giapponese, con le ragazzine che osano accostamenti azzardati, ma coloratissimi. La parola d’ordine è mischiare. Mi ricordano Emma e Ginger delle Spice Girls. Trovi le piccole Lolita, che assomigliano a bambole gotiche, vedi quelle vestite come i loro personaggi preferiti dei cartoons. Le vedi vestite a strati, con capelli coloratissimi, i codini , accessori sgargianti. Sono quel fantastico tocco di colore in una città piuttosto grigia.

E’ ora di un bel sushi, i giardini imperiali e Shibuya mi hanno aperto lo stomaco. A Shibuya puoi sbizzarrirti, c’è di tutto.

Non ti ho detto però l’impresa della metro. Penso bene di fare l’abbonamento giornaliero, credendo che fosse come a Roma o a Parigi, dove acquisti il tuo ticket giornaliero e sei sollevato da ogni pensiero.

Ha ben 13 linee di metro, gestite da due società diverse. Inoltre il prezzo varia in base alla distanza percorsa. Insomma, ho pagato il giornaliero e mi sono ritrovata a fare il cambio con una linea del secondo gestore, ma questo non era di così facile intuizione, per cui mi sono trovata a non riuscire a passare i tornelli, non capendo cosa stesse succedendo. Ho già detto che trovare chi ti parla inglese è come andare alla ricerca dell’arca perduta con Harrison Ford. Alla fine una ragazza giovane e gentile mi spiega che devo rifare il biglietto, poiché il mio non è valido.

Questa menata della metro mi è costata una ventina di euro!

E va bene, sono a Tokyo, cosa posso volere di più?

ASAKUSA :
Si continua il giro per assaporare la vecchia Tokyo. Per modo di dire!

Ho già detto che della vecchia Tokyo, l’antica Edo, non c’è nulla. E’ stata bombardata e ricostruita. Quindi Asakusa è una bella riproduzione di ciò che fu la città.

E’ la parte orientale di Tokyo, nel medioevo era considerata la “città bassa” in cui vivevano i mercanti e gli artigiani.

Qui si trova SENSO-JI, il tempio buddista più visitato di Tokyo. Attraverso un portale  entri in una strada pedonale fatta di negozi di ogni genere, qui puoi comprare di tutto, dai kimono a qualsiasi tipo di prezzo, alle bambole kokeshi, alle ciotole di terracotta smaltata in cui mangiano, ai bicchierini da sakè, ai famosi geta, ossia gli zoccoli infradito in legno dei cartoni animati. Insomma, io ho preso di tutto, compro sempre come se non ci fosse un domani.

Assaggia i mochi, i classici dolcetti con la pasta di fagioli dentro, onestamente non li amo, ma vanno provati.

Alla fine di questa strada, si trova la pagoda a 5 piani, che è stata ricostruita fedelmente nel 1973. Davanti al tempio c’è un incensiere ed i devoti respirano questo incenso, che si dice restituisca la buona salute.

TOKYO SKY TREE :
Alta  634 m ed è la torre per le telecomunicazioni più alta del mondo. Vi puoi salire ed ammirare il panorama a 360°, magari fallo di notte per sentire la magia delle luci della città. Chiude alle 22:00.

A ROPPONGI e SHIBUYA c’è una concentrazione pazzesca di ristoranti e locali notturni.

GONPACHI:

Situato a Roppongi, è  il  famoso ristorante dove hanno girato la mitica scena di Uma Thurman con la katana in Kill Bill 1 di Tarantino. Bellissimo, in stile antico Giappone, con una balconata che gira tutta attorno, la cucina a vista. Ti senti nel film, un po’ Uma Thurman, senza il suo corpo e la sua faccia!

Leggo sulla guida che gli spiedini, i kushiyaki, sono imperdibili. Posso perdermeli? No, ovviamente. Ne prendo uno di carne, presentazione fantastica, gusto prelibatissimo, ma accidenti, è microscopico, un assaggio fatto da due pezzettini di carne perfettamente tagliata, inframezzati da due quadratini di verdura. Arriva la Tempura e si scioglie in bocca. Prendo un Ramen, anch’esso meraviglioso. Sono seduta al bancone di fronte la cucina e mi incanto a guardare lo chef che prepara il Tamagoyaki, la classica frittata arrotolata giapponese, che maestria nel prepararla e che velocità.

Gonpachi ha un costo piuttosto elevato, ma è un’esperienza sensoriale da fare, nonché il locale ti fa sentire in Giappone.

SHINJUKU :
Continuiamo il tour di Tokyo in mattinata, destinazione Shinjuku, dove trovi grattacieli,  i soliti giganteschi schermi pubblicitari, negozi di elettronica e di tutti i tipi. A Shinjuku mi perdo in lunghe camminate, mi colpiscono i fili elettrici a vista, cosa che da noi non esiste da decenni.

SHINJUKU-GYOEN :
E’ la stagione dell’hanami, qual è un posto ideale per vedere la fioritura dei ciliegi? Il parco di Shinjuku-Gyoen.  Era un parco imperiale, oggi aperto a tutti. Tutti mi dicono sia imperdibile durante la fioritura dei ciliegi ed io ci vado. C’è fila per entrare nel parco e si paga pure. Due cose che mi fanno pensare che sia spettacolare. Non me lo perdo. Ci sono i ciliegi in fiore ed una marea di giapponesi in kimono pronti a farsi immortalare. E’ un bel parco, ma non lo trovo strepitoso!

Uscita dal parco mi dirigo verso la stazione Shinjuku, pare sia la stazione più affollata del mondo e perché perdersela?

GINZA:
E’ qui che ci torno e ritorno! Il quartiere più lussuoso di Tokyo, la Mecca dei patiti dello shopping, ma di livello altissimo!

Elegantissima, con grattacieli illuminati dalle più grandi griffe del mondo, Gucci, Valentino, Dior, Armani e quanti più ne puoi pensare, nonché centri commerciali. Non c’è bisogno neanche di dirlo ad un italiano di non comprare lì, è realmente superfluo dire che i prezzi sono lievitati. Immagina Via Montenapoleone e trasferiscila in grattacieli pazzeschi. Realmente da vedere!

Si va a cena, quartiere di Ueno, finalmente!

E’ giunto il momento di lasciare MAZINGA CITY e continuare il viaggio.

 

NARA

Si arriva prima a Kyoto e si cambia per Nara. Nara è stata la prima capitale del Giappone, per cui merita la prima visita. Dirigiti subito al NARA-KOEN, il parco di Nara. E’ uno spettacolo paesaggistico per i circa 1200 cervi, che corrono in libertà e si fanno avvicinare dai turisti. Sono stupendi. Erano considerati nella religione shintoista i messaggeri divini, così sacri da esserci nel passato la pena di morte per chi li avesse uccisi, adesso sono animali protetti.

All’interno del parco c’è il TODAI-JI, che significa “il grande tempio orientale”, in cui è possibile visitare il più grande Buddha in legno del mondo, è alto 57 metri.

Nara è piccola, si gire in un attimo.

KYOTO

Kyoto è l’essenza del Giappone, posso dire che per è il motivo del viaggio in Giappone.

Per oltre un millennio è stata l’antica capitale dell’Impero e, a mio avviso, è l’unica che conserva ancora un senso di ciò che fu il Giappone. Parliamo sempre di una città piuttosto grande, di un milione e mezzo di abitanti, ma che paragonati ai 35 milioni della Grande Tokyo, la fanno apparire subito a dimensione d’uomo.

DOVE DORMIRE A KYOTO: Gli hotel a Kyoto hanno dei prezzi improponibili e ritorniamo a ciò che ho già detto in precedenza, pullula di hotel ad ore e di capsule, insomma, per quanto possa apparire figo, non voglio fare la profuga dei loculi. Potendo trovare i Ryokan, che ben vengano, ma durante l’hanami, è già tanto trovare qualcosa.

Ho deciso di rimanerci per cinque giorni, poiché non voglio solo vederla, ma voglio gustarmela con calma. Da Kyoto puoi fare anche delle escursioni giornaliere come Nara, il castello di Himeji ed Osaka. Su Airbnb ho scelto un appartamentino, la prima complicazione è trovarlo! Metto l’indirizzo su Google Maps, che mi fa girare e  rigirare su diverse vie,  alla fine trovo questa porticina che mi dà accesso all’appartamento.  Il padrone non l’ho mai visto in faccia, poiché mi ha lasciato il codice del citofono e la chiave inserita dentro la cassetta della posta all’interno. L’appartamento è spartano ed asettico, è quanto di più lontano dal mio modo di concepire un appartamento, forse perché il mio è realmente colorato con oggetti da tutto il mondo, quadri e cose piacevoli che riempiono i miei occhi. Nella camera da letto c’è anche la cucina, vedo che c’è la piastra a gas ed una pentola piuttosto grande, vengo presa dal raptus di Alberto Sordi per i maccheroni. Ok, stasera basta sushi, mi farò una spaghettata con qualcosa. Scendo e vado al supermercato, commozione, trovo il pesto alla genovese Barilla e lo compro. Mi si illuminano gli occhi e nella strada del ritorno, immagino un piatto fumante. Torno a casa e scopro che il gas non è neanche attaccato. Vabbè, che sushi sia!

Andiamo a Gion e non se ne parla più!

POSTI IMPERDIBILI A KYOTO:

GION: ALLA RICERCA DELLE GEISHE.
Prima di andare a Kyoto, non puoi non farti un’infarinatura delle geishe e cosa siano al giorno d’oggi.

La probabilità più alta di incrociarle è di pomeriggio, quando escono per il rito del te. Gion è famosa per i suoi ristoranti e per le sale da tè, con quelle sue case basse in legno, è la zona più caratteristica di tutta Kyoto.  A Gion  hanno girato delle scene di “Memorie di una Geisha “.

GEISHA vuol dire  “Persona di Arti”.   All’età di 15 anni, le giovani maiko cominciano il loro apprendistato di 5 anni per diventare geishe, delle vere e proprie artiste. Imparano l’antico dialetto di Kyoto, le tradizionali danze giapponesi ed  a suonare lo shamisen, una chitarra a tre corde.

Riconosci una maiko dal trucco pesante sul viso, una  specie di maschera bianca, dal rosso sulle labbra e sulle sopracciglia, dai fiori inseriti tra i capelli e da un kimono più sontuoso.
Per l’amore del vero, ho viste due Geishe, intendo dire quelle vere, e diverse maiko.
Il resto della città pullula di “fake”, di ragazze nei loro kimono, che passano le giornate nei luoghi affollati da turisti a farsi selfie ed a farsi fotografare tra i turisti. Una geisha non passa il suo tempo a farsi fotografare, con loro avrai scatti rubati e non pose da messinscena.

KINKAJU-JI: IL PADIGLIONE D’ORO:
Residenza voluta dallo shogun Ashikaga Yoshimitsu nel 1397, fu rivestita di una lamina d’oro. Ne vedi il riflesso dorato sul lago antistante. Fu ridotto in cenere nel 1950 e subito dopo completamente ricostruito. E’ spettacolare ed è un simbolo del Giappone.

 

NIJO-JO:
E’ il CASTELLO DEGLI SHOGUN con tanto di cinta muraria e bastioni.
SHOGUN è l’abbreviazione di sei-i taishogun, significa “grande generale dell’esercito contro i Barbari”. È un titolo ereditario dato ai dittatori militari. Hanno governato il Giappone dal 1192 al 1868, anno in cui ha termine lo shogunato ed il potere torna all’imperatore.

All’interno vi è il PALAZZO NINOMARU, che serviva da ufficio e residenza per lo shogun durante la sua visita a Kyoto. Consiste in una serie di costruzioni differenti e le visiti passando attraverso dei corridoi, il cui pavimento scricchiola, perché serviva loro per scoprire la presenza di un intruso, un suddito sleale. Sono chiamati i “pavimenti dell’usignolo”.

Qui apprendo dalla guida il concetto di Tatami, poiché le stanze sono ricoperte da tatami
CHE COS’E’ IL TATAMI ? Il Tatami è tutto in Giappone, è il pavimento, il letto, il tavolo, la sedia. Ci metti un futon sopra e diventa letto, la mattina lo togli e sposti il tuo tatami per creare nuovi spazi. Cammini a piedi nudi sul tatami. La casa si misura in tatami, pensa un po’ noi che ci sprechiamo ad usare il metro, loro hanno questa specie di letto/pavimento/separè/tavolo/sedia factotum. Io l’ho sintetizzata in “La tua vita in tatami”.

Si possono ammirare dei bellissimi paraventi dipinti e soffitti decorati. Facendo il tour, attraversi molte stanze in cui ti spiegano che solo i visitatori di alto livello arrivavano al cospetto dello shogun, che era seduto su un piano elevato e presidiato da guardie del corpo, nascoste negli armadi.

PALAZZO IMPERIALE DI KYOTO:
E’ l’ex residenza ufficiale dell’Imperatore fino al 1868.  Fu edificato nel 794, ma, come tutto in Giappone, è stato ricostruito più volte a causa di incendi poiché le strutture sono tutte in legno. Per visitarlo, ci vuole un permesso ed una guida.

! Il giardino è curatissimo ed è la cosa  che per me vale la pena di vedere, con tanto di sentieri e laghetti,  ancora più del palazzo.

A proposito, per visitare Kyoto ho preso una guida per tutto il giorno ad un prezzo per cui avrebbe dovuto farmi vedere Kyoto anche dallo spazio!

FUSHIMI-INARI TAISHA:
Forse è quello che è rimasto più impresso nella mia mente. Questo complesso shintoista è semplicemente stupefacente . E dedicato al dio shintoista del riso e del sakè, Inari. E’ disseminato di statue di volpi, poiché venivano considerate i messaggeri del dio Inari.

COSA SONO I TORII? Sono i portali d’ingresso al santuario shintoista, il jinja. Pare siano stati introdotti con l’arrivo del Buddismo. Sono le porte che ti permettono di entrare dal mondo reale a quello spirituale.

Sono solitamente di colore arancione o rosso. Il rosso è legato alla repressione dei demoni.

Migliaia di Torii sono affilati uno dopo l’altro e  si innalzano lungo tutto un percorso verso la montagna sacra dell’Inari-san. Sono delle donazioni da parte di compagnie, ma anche privati, che pagano per poterli vedere esposti lungo il percorso e riportano il nome del donatore.

Se ci vai con ancora il sole, ma verso il tramonto, godrai della differenza della luce che si riflette in giochi di rosso sempre più intenso.

BOSCO DI BAMBÙ DI ARASHIYAMA:
E’ il mitico bosco in cui “perdersi” nel sentiero degli altissimi bambù, che arrivano quasi a coprirti la visuale del cielo e ti avvolgono le loro verde. Vorrei dire che senti un senso di pace e di quiete, ma è molto affollato.

HIROSHIMA E MIYAJIMA

Hiroshima è autenticamente vera ed è un pugno dritto al petto, che ti destabilizza.

Tristemente, non ha bisogno di presentazioni. E’ uno dei luoghi più simbolici al mondo. 6 Agosto 1945,  Little Boy, la prima bomba atomica, viene sganciata dagli Americani su questa tranquilla città portuale a sud dell’Isola di Honshu.

La prima cosa che ho visto è stata la Genbaku Dome, la Cupola della Bomba Atomica. Sono i resti di un edificio del 1915, adibito a Centro Espositivo Industriale, il cui scheletro è incredibilmente rimasto in piedi, a testimonianza eterna di un orrore indescrivibile. E’ stata dichiarata nel 1991 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Ripensi all’immagine del fungo atomico ed  alla forza indescrivibile della deflagrazione, che ha spazzato via in pochi secondi la vita in tutte le sue forme e che ha condannato i superstiti ad una vita di dolore e malattie.

Da qui ci si incammina per il Parco della Pace, c’è un laghetto della Pace,  in cui si avverte una sensazione di quiete indescrivibile e si incontra il Cenotafio con i nomi delle vittime accertate e la Fiamma della Pace, simbolicamente accesa finché non sarà distrutta l’ultima arma nucleare nel mondo.

C’è il Monumento per la Pace dei Bambini ed  un lungo brivido ti percorre la schiena. Narra una leggenda giapponese che se costruisci mille origami a forma di gru riuscirai ad esaudire un tuo desiderio. La piccola Sasaki Sadako, ammalatasi di leucemia ad 11 anni, cominciò a costruirli, ma non fece in tempo a finire i suoi 1000 origami, la morte la prese con sé.  I suoi compagni terminarono gli origami per lei. Il Monumento è dedicato a questa bimba innocente e questi origami sono diventati simbolo della pace.

Hiroshima è la Fenice che rinasce dalle sue ceneri, è una città moderna, che ha saputo guardare ed andare  avanti. Le sue strade sono ampie, pulite, ricche di negozi, cinema, ristoranti.

Hiroshima è anche il porto da cui prendere il traghetto, usando il Japan Rail Pass, per andare a Miyajima.

MIYAJIMA:
E’ un isolotto non  distante da Hiroshima, si raggiunge con il traghetto ed uno dei posti più fotografati di tutto il Giappone, grazie all’iconico TORII ROSSO FLUTTUANTE DELL’ISTUKUSHIMA-JINJA. Con l’alta marea sembra riemergere dall’acqua.

Il Santuario di Istukushima fu costruito nel 1168 ed era possibile in passato raggiungerlo solo via mare attraverso il Torii, il portale d’ingresso del Santuario, che è stato posto all’ingresso della baia.

L’isolotto è pieno di cervi in libertà. Secondo gli shintoisti i cervi sono sacri, poiché rappresentano i messaggeri degli dei.

Si consiglia di rimanere una notte a Miyajima per godersi un silenzio irreale e grande tranquillità.

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