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Weekend ad Ischia: dove si mangia, si beve e si fischia

Weekend ad Ischia: dove si mangia, si beve e si fischia

Immagina un’isola dal profumo di glicine e limone, dalle case colorate, dalle barche ormeggiate dei pescatori, dalla natura lussureggiante, in cui il verde è il colore dominante, con acque calde termali che sgorgano in mare, i ritmi sono tranquilli e tu devi solo rilassarti, ritemprarti e riprenderti la tua vita.
Sei ad Ischia, dove il motto recita che “si mangia, si beve e si fischia!”.

 

GUARDA QUI UN BREVE VIDEO DI ISCHIA E CONTINUA LA LETTURA

 

Questo “paradiso del relax” si trova nel cuore del Mediterraneo ed è la più grande delle isole del Golfo. Dista circa un’ora di aliscafo da Napoli, un tragitto da goderselo con il vento tra i capelli e gli occhi sul Golfo più bello del mondo.

Ischia è un’isola magica e comprendo che magica sia un aggettivo piuttosto inflazionato per denotare un’isola, nell’imaginario collettivo è magica la spirituale Bali o l’esclusiva Formentera. La magia di Ischia è Ischia stessa, appena il traghetto attracca al porto, come per incanto ogni tuo problema scompare e la vacanza diviene uno stato d’animo.

Qui il buonumore regna sovrano, il sorriso è sulle loro labbra e quel senso di “non c’è fretta” ti pervade.

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Ischia regala un clima mite quasi tutto l’anno, un cielo indaco ed un mare blu, ma soprattutto è un centro benessere, con le sue acque termali salutari, conosciute sin dall’antichità.

La mia prima volta ad Ischia è stata per un weekend di tre giorni, che sono bastati per farmi prenotare nuovamente per una settimana, poi ancora un lungo weekend e continuare a tornarci ed a sognare di farlo.

Consiglio vivamente di affittare un motorino e cominciare ad esplorarla con il sole in fronte, la brezza che ti accarezza ed un senso di libertà assoluta inappagabile.

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La chiamano l’Isola verde, il suo appellativo è dovuto al colore grigio-verde del tufo del Monte Epomeo.

In realtà, la sua vegetazione è ricchissima, dai cactus, ormai classici nel Mediterraneo, ai terrazzamenti di vigne implementate dagli antichi Greci, ai pini portati qui dal botanico Gussone nella metà del 1800, al mirto, all’ulivo, all’oleandro con i suoi splendidi fiori, alle varietà di piante e fiori che costituiscono la vegetazione mediterranea.

Il MONTE EPOMEO è un vulcano non attivo, la cui ultima eruzione risale fortunatamente al 1302. E’ alto 789 metri ed è visibile ovunque tu stia sull’isola.

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I locali mi hanno raccontato che una delle loro passeggiate preferite è proprio fin sopra la cima del monte, giunti sul quale la temperatura è sempre piacevole e nel pieno del caldo estivo è possibile trovarvi refrigerio.

Qui esiste un eremo del 1459, scavato nel tufo e dedicato a San Nicola di Bari.

Ischia è un’isola che ha visto il succedersi di dominazioni diverse, che, lunghe o brevi che siano state, hanno lasciato il loro segno ed hanno contribuito a renderla ancora più straordinaria.

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Ischia era l’antica colonia Pythekoussai, fondata dai Greci nel 775 a.C., dove la parola Pythoi significa vaso, in quanto qui veniva lavorata l’argilla, tuttavia l’etimo potrebbe anche pythekos, ovvero scimmia, se fosse questo, mi chiedo quando siano scomparse dall’isola!

Fu una colonia romana e vicino all’attuale località di Ischia Ponte vi era Aenaria, che vuol dire metallo, proprio qui, infatti, venivano lavorati i metalli. Aenaria venne distrutta da un’eruzione vulcanica intorno al 150 d.C.

I resti non sono visibili, in quanto si trovano a circa 9 metri di profondità, la località attuale è Cartaromana, una splendida baia in cui consiglio di andare prendendo un taxi boat a Ischia Ponte.  I taxi boat hanno prezzi accessibili e si può concordare il ritorno.

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La Baia di Cartaromana ha una spiaggia attrezzata, ma piuttosto piccola, con delle sorgenti di acqua calda che fuoriescono dalle rocce e si mescolano all’acqua di mare, qui ho visto un signore locale cuocere in una casseruola su una roccia bollente il coniglio all’Ischitana, il profumo era letale, avrei mangiato anche le pietre, per fortuna vi sono dei ristoranti con affaccio sul mare!

TERME E SORGENTI TERMALI

Ischia è famosa al mondo per le sue terme e per le sorgenti naturali: parliamo di 103 sorgenti termali, 69 fumarole ed oltre 300 stabilimenti, che la rendono a pieno titolo la capitale europea del termalismo.

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Te ne renderai conto venendo qui che le terme o le acque termali sono presenti ovunque, dalle piscine degli hotel agli stabilimenti più famosi come Poseidon e Negombo.

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Ho trascorso una giornata bellissima anche alle Terme di Castiglione.

Mi rivolgo specialmente alle donne, che siano amiche del cuore, sorelle, parenti e che vogliano regalarsi una coccola, Ischia è il posto giusto. Provate quindi ad immaginarvi immerse in un idromassaggio termale e, perché no, un bel cocktail in mano, musica di sottofondo e tante chiacchiere di complicità.

Ischia è ideale per le coppie, che vogliano dedicarsi un weekend di benessere per sé stessi tra ottimo cibo, terme naturali, massaggi e tanto amore.

Da dove partiamo per visitare Ischia?

ISCHIA PORTO ED ISCHIA PONTE

 

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La cittadina di Ischia si suole dividere in Ischia Porto ed Ischia Ponte.

ISCHIA PORTO è il primo porto di attracco ad Ischia, nonché il principale, ed è situato sul sito di un antico laghetto vulcanico, che venne collegato da Ferdinando di Borbone al mare.

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Lungo il porto, la sera hai solo l’imbarazzo della scelta tra ristoranti di pesce e di specialità locali ed è molto romantico con le luci soffuse che si riflettono nell’acqua e le barche e gli yacht ormeggiati.

Su questa parte di Ischia c’è il passeggio più importante della cittadina, Via Roma e Corso Vittoria Colonna, costellate da boutique di un certo pregio, negozi di souvenir, ristoranti di pesce e dal famoso Gran Caffè Colonna, dove gustare una prelibatissima pasticceria.

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Lungo corso Colonna si può visitare la CHIESA del 1781 conosciuta con il nome DI SAN PIETRO, in realtà il suo nome è Santa Maria delle Grazie e del Purgatorio.

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Un tempo veniva assegnato il nome di Santa Maria delle Grazie alle chiese che erano dei luoghi di sepoltura, infatti, nella parte sottostante vi era un cimitero.

E’ una Chiesa barocca di scuola vanvitelliana, a pianta ellittica e la sua cupola è caratterizzata da maioliche gialle e verdi.

La parte più antica di Ischia è ISCHIA PONTE, che per gli antichi romani era Aenaria.

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Poco prima di giungere al porto, c’è il Museo del Mare, in cui attraverso foto, oggetti, ex voto viene raccontata la storia marinaresca di Ischia, e poi vi è la CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA, di stile barocco, eretta nel 1751 sulle spoglie di una Chiesa del 1300, dove vivevano i Padri Agostiniani.

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Nel 1809 diviene la Cattedrale della Diocesi di Ischia dopo che la Chiesa all’interno del Castello Aragonese venne distrutta.

CASTELLO ARAGONESE

Ad Ischia Ponte vi è il CASTELLO ARAGONESE, posto in posizione elevata rispetto all’isola su un isolotto costituitosi da un’eruzione lavica e collegato ad Ischia tramite un ponte.

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La storia del Castello è molto particolare, risale al V sec. a.C. con Gerone di Siracusa, che costruisce un Castrum, ovvero una fortificazione.

Con la venuta dei Romani e la fondazione di Aenaria, il Castrum viene usato come fortino. Nel 150 d.C. un’imponente eruzione del vulcano distacca il Castello dal resto dell’isola, tanto da essere indicata come “insula minor”.

Nel XII secolo sotto gli Svevi viene trasformato in sede delle istituzioni, nonché vi risiedono i nobili.

Agli Svevi succedono gli Angioini e poi gli Aragonesi, che costruiscono il ponte ed il ponte di collegamento con Ischia.

Con l’eruzione del 1301, che devasta Ischia, la popolazione si rifugia nel Castello ed erige la Cattedrale dell’Assunta.

Il Castello conosce il massimo splendore grazie e due donne: Costanza d’Avalos, la cui potente famiglia governò Ischia per due secoli, e Vittoria Colonna, donna coltissima che creò un suo cenacolo culturale ed artistico.

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Con la fine degli Aragonesi ed i domini spagnoli ed austriaci, il Castello si spopola e diviene un carcere politico, dismesso solo con l’arrivo di Garibaldi e l’annessione di Ischia al Regno d’Italia.

Nel 1912 il Castello, ormai in rovina, viene acquistato dall’Avvocato Mattera, la cui famiglia è tuttora proprietaria del sito.

Per salire al Castello c’è sia un percorso pedonale che un ascensore, che conducono alla terrazza dell’Immacolata, da cui si ha una magnifica visuale dall’alto di Ischia.

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La Chiesa dell’Immacolata fu voluta dalla madre badessa del convento delle Clarisse e la costruzione partì nel 1737, ma incontrarono notevoli difficoltà economiche e le pareti non furono affrescate.

Le suore Clarisse vivevano nel Convento di Santa Maria della Consolazione del 1575, atto ad ospitare 40 monache provenienti dalle famiglie nobili ed erano solitamente primogenite, la cui eredità apparteneva al figlio maschio ed erano rinchiuse in convento da bambine.

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Al di sotto della Chiesa c’è il Cimitero delle Monache, che lascerà a bocca aperta, poiché le monache decedute venivano messe sedute su dei sedili in muratura con un foro al centro, al fine di far decomporre lentamente i corpi e poi metterli nell’ossario. Il fatto più sconvolgente è che le suore vive fossero solite trascorrere ore in preghiera lì dentro, come una sorta di meditazione sulla vita, contraendo così le peggiori malattie.

Il Castello è molto bello, è tutto da girare, ammirando i suoi belvedere spettacolari e le vigne.

Vi è il Carcere Borbonico,  che dal 1823 al 1860 ospitò i prigionieri comuni e quelli politici, tra cui molti esponenti del Risorgimento italiano.

La Chiesa di San Pietro a Pantaniello risale al XVI secolo e viene attribuita all’architetto rinascimentale Vignola. Ha una struttura a pianta esagonale ed ha delle grandi finestre, che si affacciano sulla baia, la vista è da sogno.

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Discendiamo verso il ponte per goderci ancora Ischia Ponte, dove ormeggiano le barche, i ragazzini fanno a gara di tuffi ed io mi sono fermata a pranzo da “a Paranza”, pesce freschissimo e quella simpatia sono i Partenopei sanno trasmettere.

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Riprendiamo il nostro giro andando verso Lacco Ameno e passando per Casamicciola, nota località termale, di cui però non mi soffermo, ma che invito ad andare a vedere.

LACCO AMENO

A Lacco Ameno giunsero i greci che fondarono Pythekoussai, che viene considerato il più antico stanziamento greco in Italia.

In epoca cristiana, nel 304 d.C., precisamente nella Baia di San Montano, scortate da un angelo. approdarono le spoglie della cartaginese Santa Restituta, per la quale fu eretto un santuario.

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Torniamo a tempi più recenti e scopriamo che Lacco Ameno ha le terme più radioattive d’Italia e sono fortemente curative.

Nel 1830, l’ingegnere napoletano Ciannelli acquista il piccolo stabilimento termale di Santa Restituta per farne uno nuovo e chiede alla Regina Isabella di dare il suo nome alle terme. Un’iscrizione ci ricorda la visita del Premio Nobel Marie Curie nel 1918, giunta qui per studiare queste acque.

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Nel 1953 Angelo Rizzoli, editore e produttore cinematografico milanese, acquista lo stabilimento ed il territorio circostante e fa costruire l’hotel più esclusivo di tutta l’isola, l’Albergo della Regina Isabella.

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E’ qui che è approdato il mondo che conta,  una folta schiera di politici e imprenditori, scrittori come la Fallaci, di celebrità del cinema nostrane come Alberto Sordi e Vittorio De Sica, ma non dimentichiamo le star hollywoodiane, tra cui menziono la mitica coppia Liz Taylor e Richard Burton, che qui girarono Cleopatra e che qui diedero vita a schermaglie amorose memorabili, si narra che Liz, durante una lite furibonda, dalla loro stanza con terrazza sul mare abbia gettato in acqua i vestiti di Richard!

Anche senza essere un’iconica star, questo hotel offre un’esperienza unica, con location da sogno, cucina gourmet e fantastici trattamenti di salute e bellezza.

A Lacco Ameno non potrai non notare il “fungo”, un grande masso di tufo verde dalle singolari forme, alto 10 metri e che fuoriesce dall’acqua.

Lasciamo Lacco Ameno per dirigerci a Forìo.

FORIO

Forìo è il comune più esteso, posto sul versante ovest di Ischia, da cui si possono ammirare i tramonti più spettacolari.

Una leggenda vuole che nel 1200 un abitante del Castello Aragonese avesse deciso di lasciare il castello ed andare via per ricominciare la sua vita in una nuova località e che avesse pronunciato la frase “fuor io”. E’ considerato il primo abitante di Forìo.

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A Forìo rimane un solo Torrione a testimonianza di un antico passato, che ci parla di scorribande saracene e di mura e 12 torrioni posti a difesa della cittadina.

Di Forìo, delle sue case bianche, le sue stradine, il corso, le chiese, se ne innamorò il grande Truman Capote, autore del celebre “Colazione da Tiffany”.

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Capote visse nel 1949 per alcuni mesi, ospite della Pensione Di Lustro, nella stanza numero 3 al secondo piano, la pensione è tuttora attiva e magari ti capiterà di soggiornare nella stessa stanza e di osservare cosa abbia ispirato Truman.

Una curiosità: nella stessa pensione fu ospite Tennessee Williams, ovvero l’autore di “Un tram chiamato desiderio”.

La Forìo di Capote era una località rustica di viticoltori e pescatori, di cui però ne rimane affascinato. La definì “un posto strano e stranamente incantato”.

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Ci racconta di aver visto Rachele Mussolini con i figli, che dopo il 1943 erano stati mandati qui in esilio e vi rimasero fino al 1948.

Molto conosciuta e sicuramente fotografata è la CHIESA DEL SOCCORSO, che si erge bianca su un promontorio a picco sul mare.

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E’ dedicata al culto della Madonna della Neve ed al suo interno conserva un Crocifisso del 1791, avvolto da una leggenda.

Si narra che alcuni marinai trovarono in mare un crocifisso e che, sorpresi da una tempesta, decisero di metterlo a riparo nella Chiesa del Soccorso, ma che poi avessero tentato di riportarlo fuori, ma ogni volta la porta scompariva. Decisero pertanto di lasciarlo lì ed a tutt’oggi protegge i marinai.

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Da Forio ci dirigiamo verso il suggestivo borgo di Sant’Angelo.

 

SANT’ANGELO

Sant’Angelo un tempo era un antico borgo di pescatori, che fino al 1948 non aveva neanche un collegamento stradale.

Adesso rimane ancora il borgo più affascinante dell’isola, con le sue abitazioni colorate addossate alla parete di tufo. E’ un’isola pedonale, che si raggiunge lasciando la macchina poco fuori.

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Si cammina per una strada a strapiombo sul mare e si scende verso questo piccolissimo agglomerato, Sant’Angelo, un luogo dove il tempo è un concetto relativo ed il suono del mare è una melodia.

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Lo caratterizzano i suoi caffè all’aperto, i ristoranti con terrazza sul mare, negozi alla moda, ma soprattutto un lembo di terra che lo collega al piccolo e caratteristico isolotto vulcanico.

Il numero di alloggi è limitatissimo, conferendo a Sant’Angelo un’esclusività non comparabile al resto dell’isola.

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Vicino Sant’Angelo non bisogna trascurare una visita alla BAIA DI SORGETO, a cui si accede percorrendo ben 200 scalini (ricordarsi che poi li si ripercorre in salita).

A costo zero, puoi godere di terme naturali, sorgenti di acqua caldissima, che sgorgano direttamente nell’acqua di mare e defluiscono tra le rocce addolcendo la temperatura fredda del mare. Semplicemente una goduria!

Riprendiamo il nostro percorso per terminare nel nostro punto di partenza Ischia Porto.

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Non ci rimane che prenotare per Ischia e goderla con il sole in fronte, il vento tra i capelli, accarezzati delle sue acque, coccolati dai suoi locali e con la spensieratezza e l’allegria che solo le isole partenopee sanno regalarti.

 

Maria Pia Maghernino

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