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Immagina di essere al tramonto al centro della famosissima Piazza Jemaa El-Fna di Marrakech, di chiudere gli occhi e di lasciare “parlare” i tuoi sensi. Cosa direbbero?

L’olfatto ti racconterebbe dell’odore di carni arrostite e di quello pregnante della pecora, di frittura di pesce e di profumi di coriandolo, paprika, cardamomo e zenzero.

Il gusto ti parlerebbe di cucine berbere, mediterranee, arabe con nomi esotici come harira, couscous, tajine, shua, ti direbbe “a te la scelta”: sei nel paradiso dello street food.

Il tatto sentirebbe le pelli morbide delle scarpe e delle borse sui banchetti del mercato, il souk, toccherebbe il freddo del ferro battuto a mano di specchi e cornici lavoratissime oppure tasterebbe la forma allungata e triangolare del tajine, il particolare contenitore in cui viene cotto un piatto tipico marocchino.

L’udito si lascerebbe ammaliare dal suono degli incantatori di serpenti o rapire dai richiami dei venditori, dalla musica e dai maghi.

Ed infine la vista: apri gli occhi e guardati attorno a 360°, c’è il mondo in una piazza magica.

BENVENUTO A MARRAKECH!

Sotto le vette dell’Atlante si staglia Marrakech, la meta più famosa di tutto il Marocco ed una delle 4 città imperiali del Marocco con Rabat, Fes e Meknes.

Sembra che il suo nome derivi da una parola araba, il cui significato è “terra di Dio”, allora mi piace pensare che Dio, creando questa città, vi abbia messo qualcosa di magico.

Marrakech può essere la meta ideale per un weekend lungo, famose compagnie low cost hanno voli giornalieri diretti che atterrano qui e ti permettono di godere una vacanza esotica e magica.

Marrakech però può essere anche, come nel mio caso, una tappa del classico tour delle città imperiali. Sono infatti giunta qui dopo circa 8 ore interminabili da Fes.

Da Fes a Marrakech sono 450 km e trascorri una giornata in macchina, percorrendo una strada al limite dello sterrato attraverso i territori berberi. Sarei potuta tornare indietro verso Rabat e seguire un percorso decisamente più comodo, ma i miei occhi avrebbero perso i paesaggi brulli verso il deserto del Sahara, i monti dell’Atlante e le vite rurali, fatte di pastorizia che ti riporta a tempi passati, ormai desueti.

E poi giungi a Marrakech!

BREVISSIMA STORIA DI MARRAKECH

Marrakech origina da un accampamento berbero degli Almoravidi, la dinastia artefice di uno dei più grandi imperi berberi del Marocco. Abou Bekr fondò la kasba, a nord dell’attuale Koutoubia. Lasciò il potere al cugino, Youssef Ben Tachfin, che in una quindicina di anni rese Marrakech la capitale di un impero, che andava dalla Spagna al Sahara e dall’Atlantico giungeva in Algeria.

Dalla Spagna giunsero architetti ed artisti, che diedero splendore alla città di Marrakech, che subì alti e bassi e complete ristrutturazioni, dovuti alla caduta degli Almoravidi ed all’ascesa della dinastia degli Amohadi.

Con l’Almohade Yacoub el-Mansour a Marrakech abbiamo una nuova kasba e viene terminato il Minareto della Koutoubia. La città conosce un periodo di fervore artistico e culturale, infatti qui visse e morì il più famoso filosofo musulmano, Averroè.

Per secoli non è stata più la capitale, ma ha conosciuto nuovamente la decadenza sino a che il potente sultano sadiano Ahmad el-Mansour decide di ristabilire qui la capitale imperiale ed a lui si deve il progetto di una Moschea a Jemaa el-Fna.

Con la dinastia Alaouita la capitale passò a Meknes, ma Marrakech nei secoli mantenne sempre un suo ruolo importante, anche sotto il colonialismo francese.

VISITA DI MARRAKECH

Personalmente, ho trovato molto più interessante Fes per quantità di cose da vedere, ma quando metti piede a Marrakech, comprendi di essere in uno dei più incredibili microcosmi etnici in cui tu possa mai andare nella tua vita.

Ciò che colpisce lo sguardo immediatamente sono le sue costruzioni color ocra, che al tramonto diventano rosse e le danno a ragion veduta l’appellativo di “città rossa”.

Una caratteristica di Marrakech è il verde dei palmeti, che rientrano nell’immaginario tutto esotico di relax e vacanza. Marrakech è una città immersa nel verde e di queste oasi naturalistiche vanno ricordati i Giardini Majorelle, che furono creati dal pittore francese Louis Majorelle, che si era trasferito a vivere stabilmente nella Medina ed aveva acquistato un palmeto, in cui edificò la sua casa, circondata da un giardino lussureggiante con piante rare di ogni specie.

LA MOSCHEA DELLA KOUTOUBIA ED IL MINARETO

Il Minareto della Koutoubia insieme a Piazza Jemaa el-Fna è il simbolo di Marrakech.

Si trova sul sito di quella che fu la prima kasba della città, risalente al 1070.

E’ la Moschea più importante della città ed il suo ingresso è interdetto ai non musulmani, pertanto per coloro che non fossero seguaci dell’Islam non rimane altro che ammirarla da fuori. Fu fatta costruire da Yacoub el-Mansour in un solo anno.

Il suo famoso Minareto fu eretto prima della Moschea e precede la costruzione dei suoi Minareti “gemelli”, ovvero la Giralda di Siviglia e la Torre di Hassan di Rabat.

La Torre è alta 69 metri e si staglia sul cielo di Marrakech e da questo Minareto che si ode la voce cantata del Muezzin, che richiama i fedeli alla preghiera.

Narra una leggenda che le quattro sfere dorate poste sulla sommità fossero state in origine d’oro, create dalla fusione dei gioielli della moglie di Yacoub el-Mansour, colpevole di aver interrotto il digiuno.

PIAZZA JEMAA EL-FNA

Un viaggio a Marrakech è un viaggio a Piazza Jemaa el-Fna e Jemaa el-Fna è il Marocco in tutte le sue manifestazioni.

Jemaa el-Fna è Patrimonio Immateriale dell’Unesco.

Siamo nella Medina ed attorno a questa piazza ruota la vita di Marrakech.

Nella lingua araba Jemaa vuol dire Moschea e Fna spazio aperto, secondo alcuni scritti pare che in questa piazza il sultano Ahmed el-Mansour volesse erigere una Moschea del Venerdì, ma un cambiamento della sua fortuna portò ad abbandonare il progetto.

Cos’è Jemaa el-Fna? Il Marocco che ti aspetti ed anche quello che non immagineresti. Sono stata qui durante il Ramadan, che per la cultura araba è il mese sacro, il periodo più importante dell’anno, sicuramente per un turista il più complesso.

Cade nel nono mese dell’anno musulmano e corrisponde al momento in cui Maometto riceve la rivelazione del Corano. E’ il periodo della purificazione in cui non si può bere, né mangiare sino al tramonto ed è a quest’ora che il mondo cambia e che la città risorge e palpita.

Le bancarelle cominciano a friggere l’impossibile, odore di tajine, ovvero di stufato di manzo, ti assale l’olfatto ed apre letteralmente lo stomaco. Alla voce del Muezzin, cominciano tutti a correre verso queste bancarelle che cucinano le pietanze.

I fumi dell’arrosto si elevano al cielo e danno alla Piazza un’aria fuligginosa, compri da asporto per consumare su tavoli all’aperto, che condividi con altri commensali in un’aria di rilassata convivialità.

Il richiamo dei venditori di spremute d’arancia ti invita a gustarne una fresca, ma ogni buon viaggiatore ti dirà di evitarle caldamente, se non vorrai passare la serata in una maniera “alternativa”.

Non potrai sfuggire al suono ipnotico degli incantatori di serpenti ed al loro tentativo di metterteli addosso.

Agli incantatori di serpenti si alternano i cantastorie in arabo, sedicenti maghi, artisti di ogni genere, tatuatori di hennè e tutto ciò che è irreale diventa reale.

Al lato di Jemaa el-Fna comincia il souk ed è tutto da vedere e da vivere.

I SOUK

Il souk o suq è il mercato in arabo ed è il luogo dove si esprime l’anima marocchina, quella degli artigiani, dei manovali e dei mercanti. La parola d’ordine è contrattazione, on ce ne sono altre. È una forma di conoscenza tra te ed il venditore. Al tuo “quanto costa?” corrisponde “tu quanto mi dai?”. Così comincia un gioco al rilancio verso l’alto da parte sua e verso il basso da parte tua. E’ una sceneggiata fantastica, una farsa in cui lui si offenderà e si allontanerà, tu non cederai, arriva l’amico con più miti consigli e disposto a cedere qualcosa. Ti sentirai dire che lo mandi in fallimento, che preferisce non venderti il prodotto, ma non sarà mai così.

Insomma, ogni acquisto è una fatica, è un racconto del prodotto, ma anche di vita tua e sua.

Non credere che al “no grazie” ad una bancarella sia finita lì. Ricorda che i souk sono divisi per tipo di merci e che se ti sei avvicinato ad un prodotto, tipo i sandali, tutti i venditori, ma proprio tutti con un passaparola sapranno cosa stai cercando o su cosa è caduto il tuo sguardo e vedrai loro star lì a brandire nella mano come una spada i tuoi sandali del medesimo colore dei primi visti.

Preparati a comprare qualcosa, da questa strategia serrata di marketing ne esci con il portafoglio un po’ più vuoto e la tua valigia decisamente più piena.

Il consiglio più vero che posso darti su Marrakech è di “seguire la corrente”, programmare il meno possibile e vivere quella magia che questa città sa donarti.

CONSIGLI ED INFORMAZIONI DI VIAGGIO

DOCUMENTI NECESSARI PER IL SOGGIORNO: Per un viaggio turistico che non superi i 90 giorni bisogna essere muniti di passaporto la cui validità residua sia di almeno 6 mesi. Anche il minore deve essere munito di un suo passaporto.

MONETA UFFICIALE: Dirham. Non è consentito portare fuori del Marocco i dirham, per cui occorre convertirli in Euro prima della partenza.

COME ARRIVARE

  • AEREO: Aeroporto Menara International Airport
  • TRENO: da Casablanca o dal nord del Marocco.
  • MACCHINA: affittare una macchina all’aeroporto, non è richiesta la patente internazionale,

TEMPERATURA: a Marrakech le estati sono torride e gli inverni sono più freddi (da novembre a febbraio le temperature vanno dai 7 ai 20 gradi) .

VACCINAZIONI: Non sono richieste particolari vaccinazioni.

ASSICURAZIONE DI VIAGGIO: è sempre buona norma avere un’assicurazione che copra spese mediche, trasporti e necessità impellenti.

DOVE ALLOGGIARE: La scelta degli hotel è vastissima.

COME MUOVERSI:

  • prenotare un tour online o in hotel.
  • Macchina in affitto e fai da te.

DOVE MANGIARE: Nella Medina, a Piazza Jemaa el- Fna

ABBIGLIAMENTO ED ACCESSORI

  • Abbigliamento leggero e fresco con maniche corte, ma anche giacca per le zone interne. Per le donne non ho visto particolari restrizioni, se non nei luoghi di culto, ma consiglierei un abbigliamento consono.
  • Occhiali da sole
  • Protezione solare 50+.
  • Protezione per le labbra, mani e viso.

COSA PORTARE:

  • Medicine: il classico kit di medicinali come aspirina, antidolorifico, antibiotico, per problemi intestinali come vomito, diarrea, costipazione e mal di stomaco, pomata antibiotica, per irritazioni e punture di insetti, cerotti, salviettine medicali e qualsiasi altra medicina si ritenga necessaria.
  • Antizanzare.
  • Portare sempre contanti con sé. Si accettano le carte di credito, ma i contanti sono necessari per mance e spese locali.