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Un giorno a spasso per Milano: curiosità, storia e bellezza tra passato e futuro

Un giorno a spasso per Milano: curiosità, storia e bellezza tra passato e futuro

Milano nasce da un sogno, quello del principe celtico Belloveso e della sua scrofa semilanuta, e dopo 2600 anni è la città che fa ancora sognare milioni di noi, che si giunga qui per un giorno o che vi si trascorra la vita.
Milano è frenesia incessante di modernità nel rispetto ossequioso delle tradizioni. Sapevi ad esempio che puoi anche costruire un grattacielo stratosferico, ma la Madonnina deve stare sempre più in alto di tutto?

Milano è la città che ha fatto della bellezza e dello stile il suo marchio di fabbrica. Finance, Fashion, Food: Milano è il posto in cui essere.

Un giorno a spasso per Milano: curiosità, storia e bellezza tra passato e futuro

Solo vivendola, puoi percepire il privilegio di alzarsi all’ombra della Madonnina “che te brillet de lontan” e di percorrere le medesime strade che furono calcate da personaggi come Leonardo da Vinci, il genio che qui risiedette per circa 20 anni ed operò alla corte rinascimentale di Ludovico il Moro.

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A Milano nacque e visse il nostro romanziere per eccellenza, Alessandro Manzoni. Giuseppe Verdi la elesse come sua città di adozione.

Fu nel Duomo di Milano che Napoleone decise di autoincoronarsi Re d’Italia.

Milano è una fucina di artisti, di leggendari cantautori come Gaber e Iannacci, di musicisti che sperimentano nuovi generi e tendenze musicali, è la patria indiscussa delle case discografiche.

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Forse non sai che un’icona mondiale come la Statua della Libertà di New York  è stata fatta ad immagine di una statua del Duomo di Milano.

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Se potessi paragonarla a due realtà che ho vissuto, mi verrebbe da dire che Milano è un po’ l’eclettica Londra, ma più stilosa; è un po’ la glamorous New York, ma più a dimensione d’uomo.

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Invece, posso dire che Milano è molto di più, è speciale e decisamente unica.

Milano merita di essere visitata per giorni e giorni, ma ti basterà pochissimo per innamorartene.

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Giriamo Milano a piedi, partendo dal suo luogo più simbolico, dal cuore pulsante della città: Piazza del Duomo.

PIAZZA DEL DUOMO        

 

Piazza del Duomo è la piazza più importante della città, sotto ogni punto di visto, religioso, politico, sociale.

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Prima dell’Unità d’Italia, l’attuale Piazza del Duomo era molto piccola e con un aspetto decisamente medievale.

Dopo il 1861, grazie all’architetto Giuseppe Mengoni, la piazza venne riqualificata e ricostruita con l’edificazione dei due palazzi con i portici, Palazzo Meridionale e Palazzo settentrionale.

Negli anni ‘60 dell’800 venne costruita la Galleria Vittorio Emanuele II, inaugurata nel 1867, e nel 1896 venne posto il monumento dedicato sempre a lui, Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia.

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Lo scultore Ercole Rosa rappresenta il re sul suo cavallo nell’atto di invitare i soldati a liberare la parte settentrionale dell’Italia dagli austriaci. Sugli altorilievi del basamento viene raffigurato l’ingresso di Vittorio Emanuele II con Napoleone II a Milano.

IL DUOMO

Il monumento più importante di Milano è il DUOMO, la cattedrale dedicata a Santa Maria Nascente.

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È la cattedrale più grande d’Italia, se si considera che San Pietro è in territorio Vaticano.

Fu Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, a volere che fosse edificato il Duomo, proprio nel luogo dove c’erano due Basiliche: una grande estiva dedicata a Santa Tecla, ancora oggi l’oratorio del duomo è dedicato a Santa Tecla, e, proprio dove adesso c’è il Duomo, c’era una piccola basilica dedicata a Santa Maria Maggiore. Entrambe le basiliche risalivano al IV secolo, ma nei secoli subirono tanti incendi e ricostruzioni.

Nel 1386 inizia la costruzione della nuova basilica, caldamente favorita da tutta la popolazione, che contribuì alla realizzazione in ogni maniera, con donazioni o fornendo il proprio lavoro.

Gian Galeazzo Visconti decise che la Basilica sarebbe stata costruita totalmente in marmo, così da mostrare al mondo quanto ricca e forte fosse la sua Signoria.

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Venne utilizzato un marmo proveniente dalle cave di Candoglia, di colore bianco, grigio e rosa. Queste cave, situate in Piemonte, appartenevano proprio a Gian Galeazzo, che permise l’utilizzo gratuito del marmo per la costruzione della chiesa.

Successivamente Gian Galeazzo donò le cave alla Veneranda Fabbrica del Duomo ed ancora oggi sono proprietà del Duomo ed il suo marmo viene utilizzato esclusivamente per il medesimo.

Lo stile è tardo gotico ed alla costruzione vi parteciparono le migliori maestranze da tutta Europa.

La Basilica è ornata da più di 3500 statue, delle quali 2200 all’interno della Cattedrale, e vi sono 135 guglie, che hanno una funzione statica oltre che decorativa, su cui vi sono statue dedicate ai santi ed ai martiri, ma anche una statua dedicata a Napoleone.

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Napoleone Bonaparte si autoincoronò Re d’Italia proprio in questa cattedrale il 26 maggio 1805, pronunciando la famosa frase “Dio me l’ha data e guai a chi me la tocca”! E’ per volere di Napoleone che la facciata del Duomo viene terminata nel 1813.

Riguardo la statua di Napoleone, va detto che erano state trovate le ossa di un martire chiamato Neopolo, che poi divenne San Napoleone, ma il viso della statua è proprio quello del grande stratega.

Sulla guglia principale c’è lei, la MADONNINA, all’altezza di 108,5 metri.

La statua della Madonnina, alta 4,16 metri, venne costruita in rame dorato e posta sulla guglia nel 1774.

Un’antica usanza, divenuta legge durante il periodo fascista, voleva che nessun edificio potesse essere più alto della Madonnina.

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Fatta la legge, trovato l’inganno! Negli anni ’30 il famoso architetto Gio Ponti costruisce la Torre Branca a Parco Sempione, fermandosi a 108 metri, ma trascorsa la guerra, tra il 1956 ed 1960 costruisce il Pirellone, alto ben 125 metri.

Ma come ha fatto?

Ha posto sulla sommità la copia della Madonnina, alta 1 metro ed è così che ancora una volta nulla supera la Madonnina in altezza.

La tradizione continua anche adesso e sul grattacielo più alto in termini di abitabilità, la Torre Allianz dell’architetto Isozaki, alta 202 metri, c’è sempre la copia della Madonnina.

In termini assoluti, però, il grattacielo più alto di Milano e d’Italia è l’Unicredit Tower, 231 metri di altezza, ottenuti con l’iconica guglia, che richiama la guglia del Duomo con la Madonnina.

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Durante le feste ufficiali, la Madonnina porta con sé la bandiera, un rito iniziato per la prima volta durante le famose Cinque Giornate di Milano, quando i Milanesi cacciarono gli Austriaci.

La Cattedrale è divisa in 5 navate e risente dei cambiamenti dei vari stili architettonici attraverso i secoli, quindi non solo stile tardo gotico, ma anche rinascimentale, neoclassico, barocco.

Sulla Cattedrale ha influito moltissimo San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, nonché compatrono della città insieme a Sant’Ambrogio. Con San Carlo sono stati creati 12 altari minori in stile diverso.

La costruzione del Duomo è terminata ufficialmente nel 1965, quando è stata creata l’ultima porta, posta sulla facciata a lato destro.

Prima del 1900, le porte erano in legno, poi furono sostituite con porte in bronzo. La porta centrale è dedicata a Maria, divisa da un lato le gioie di Maria e dall’altro i dolori.

Sopra la porta centrale abbiamo la creazione di Eva, la progenitrice di tutti.

Poniamo però l’attenzione sul balcone sopra la Creazione di Eva e sulla scultura di sinistra, ovvero la Statua della Legge Nuova, creata dallo scultore Camillo Pacetti nel 1810. Notare bene la corona ed il braccio alzato.

Oltre 50 anni dopo arriva qui a Milano lo scultore francese Auguste Bartholdi, che ha tratto ispirazione per la celeberrima Statua della Libertà!

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Il pezzo più importante della Cattedrale è il Sacro Chiodo di Cristo, che si trova in un reliquario ad un’altezza di oltre 40 metri sopra l’Altare Maggiore. Ogni anno il 14  settembre si celebra per la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce il Rito della Nivola, secondo cui l’Arcivescovo sale con una “nivola”, un piccolo ascensore a forma di nuvola, a prendere il Sacro Chiodo, per 40 ore i fedeli possono pregare la reliquia.

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Avviamoci esternamente a mano destra verso l’Abside, che è la parte più antica della Cattedrale, ma notiamo attentamente i particolari della chiesa, come ad esempio i doccioni a forma di draghi, animali, ne sono 150 ed avevano una funzione pratica, ovvero raccogliere l’acqua piovana, ma avevano anche un aspetto inquietante in modo tale da spaventare gli spiriti maligni, affinché non entrassero nella Cattedrale.

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Una curiosità su come veniva trasportato il marmo da Candoglia in Piemonte fino qui a Milano, tramite delle chiatte, che impiegavano 7 giorni per giungere qui, via fiume Ticino e poi il Naviglio Grande, che era stato reso navigabile dal grandissimo Leonardo, che qui a Milano ha vissuto per 20 anni ed una statua posta di fronte alla Scala lo menziona anche come “Idraulico”, per le sue geniali opere idrauliche.

Le chiatte non pagavano nessun dazio per il trasporto del marmo perché avevano incise le lettere A.U.F., ovvero ad usum fabricae, quindi per la costruzione della Fabbrica del Duomo. Da questo acronimo deriva l’espressione “a ufo” o “a uffa”, ad esempio mangiare ad ufo vuol dire mangiare gratis.

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Arriviamo all’Abside, che è la parte più antica del Duomo, risalente al XIV secolo.

Ha ben 55 grandi finestre, decorate da vetrate istoriate, ognuna delle quali ha il proprio tema, vi sono storie del Nuovo e Vecchio Testamento, di Gesù, della Madonna, dei Santi. Le più preziose sono quelle che possiamo dall’interno della Chiese vedere alla destra, perché sono rimaste le vetrate del XV secolo, quando si utilizzava la tecnica di una pasta di vetro colorata, di cui facevano un mosaico, che legavano con il piombo.

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La vetrata più importante è quella dedicata all’Annunciazione, a destra vediamo l’Arcangelo Gabriele, che porta a Maria, posta a sinistra, la notizia dell’annunciazione.

Giuseppe Bertini nel 1800 sostituì molte vetrate utilizzando però la tecnica di pittura sul vetro.

Al centro vediamo il sole, che ha due significati, è il sole di Gesù, ma anche un sole fatto dai biscioni dei Visconti, che hanno contribuito alla costruzione del Duomo.

Sotto il sole, vediamo due personaggi di spalle, in quanto il loro sguardo è verso l’Altare, e sono Sant’Ambrogio e San Gaudino, poi abbiamo due serafini vicino alla Madonna ed all’Arcangelo Gabriele.

Sulla destra in alto possiamo scorgere la prima statua in assoluto, costruita da Solari nel 1406, dedicata al ricchissimo mercante Marco Carelli, il più grande benefattore del Duomo, che venne seppellito anche nel duomo. Viene rappresentato come San Giorgio che uccide il drago ed il viso di Gian Galeazzo Visconti. Per due secoli ci fu solo questa guglia con questa statua.

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Alle spalle dell’Abside c’è Palazzo dell’Orologio, che appartiene al Duomo, chiamato così per il suo orologio dell’800. Vediamo il simbolo della Madonnina che protegge il Duomo.

Dietro il Duomo, c’è Piazza Fontana, dove ha sede la prima fontana di Milano, creata dall’architetto Giuseppe Piermarini, colui che ha costruito anche il Teatro alla Scala,

Lateralmente al Duomo possiamo vedere la Curia Arcivescovile, dove risiede appunto l’Arcivescovo di Milano.

E’ un Palazzo del XIV secolo, costruito dai Visconti, lo si può vedere dallo stemma, ovvero il Biscione.

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Ci sono tante leggende sul perché usassero il Biscione, una di queste narra che il fondatore della stirpe dei Visconti avesse salvato Milano da un grande drago, che viveva in un lago in provincia di Lodi e mangiava i bambini, infatti sullo stemma si può notare il biscione con in bocca un bambino. Il capostipite Visconti sconfisse il drago e fece prosciugare il lago.

Il Biscione è un simbolo iconico di Milano, lo ritroviamo utilizzato ovunque, anche da grandi e famosissimi brand.

PALAZZO REALE

 

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Nel PALAZZO REALE ha sede il Museo del Duomo con i pezzi originali del Duomo, facendo il percorso del Museo, si può visitare la Chiesa di San Gottardo alla Corte del 1336 in stile gotico lombardo e qui si trovava il primo orologio pubblico di Milano, con campane che suonavano ogni ora per 12 ore.

Dove ora c’è il Palazzo Reale, vi era la corte dei Visconti e questa era la loro Cappella, fatta costruire da Azzone Visconti, che soffriva di gotta ed il protettore dei malati di gotta è proprio San Gottardo!

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Il Palazzo Reale è stato costruito nel XII secolo, inizialmente Palazzo Ducale come corte dei Visconti, poi degli Sforza. Dopo il 1499 abbiamo i francesi e poi per 170 anni gli spagnoli, che lo trasformano in Palazzo Reale.

Dopo questi ultimi, giungono gli austriaci, che con Maria Teresa rivoluzionano Milano tanto da farla divenire una delle città più floride d’Europa.

Maria Teresa ha invitato Giuseppe Piermarini, che ha ricostruito il Palazzo in stile neoclassico.

Nel 1943, i bombardamenti hanno danneggiato il Palazzo e tanti affreschi sono andati persi.

Durante la II guerra mondiale, il Duomo ha subito fortunatamente pochi danni, nonostante non ci fossero degli ordini ben precisi di non bombardare il Duomo. L’Arcivescovo Schuster fece coprire la Madonnina con tessuti grigi per non farla notare dai bombardieri.

Andiamo verso la GALLERIA VITTORIO EMANUELE.

GALLERIA VITTORIO EMANUELE

Elegante e raffinata, riccamente sfarzosa con l’albero Swarosky durante le festività natalizie, la Galleria Vittorio Emanuele è il salotto buono di Milano, il posto in cui essere.

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Venne concepita come un passaggio di collegamento tra Piazza del Duomo e Piazza della Scala, 196 metri di lunghezza da un lato e 105 metri al suo incrocio che concentrano tutto ciò che è l’italianità: bellezza, arte, cultura, fashion, food, glamour.

Il progetto è dell’architetto Giuseppe Mengoni, che la volle in stile neorinascimentale, con una copertura in vetro e ferro e tantissime decorazioni, utilizzando materiali preziosi. Venne inaugurata nel 1867.

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Ancora oggi viene gestita del Comune e tutti pagano un affitto.

E’ la prima in Italia di questo genere, a lei si sono ispirate quelle di Torino, Roma, Napoli.

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Qui vi sono i brand più importanti, nonché ristoranti e caffetterie storiche, abbiamo la prima libreria di Milano, fondata nel 1775, ma la sua sede nella Galleria è qui dalla sua fondazione.  Vi sono dei ristoranti storici, che sono qui dal 1867, come il Ristorante Biffi o il Savini, noto per essere il preferito degli artisti della Scala. C’è poi il caffè Marchesi, storico caffè di Milano, fondato nel 1840, situato al primo piano, da cui si può gustare un caffè vista Galleria.

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La cupola è alta 63 metri e sui 4 lati abbiamo dei mosaici dedicati ai 4 continenti, guardando il pavimento sotto la cupola troviamo invece gli stemmi delle capitali, Roma con la lupa, Firenze con il giglio e Torino con il famoso toro sui cui testicoli, secondo la leggenda, occorre girarsi tre volte per poter tornare a Milano.

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Al centro c’è il simbolo di Milano, la croce bianca sullo sfondo rosso, risalente alla I Crociata.

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Una curiosità, in Galleria c’è il Town House Galleria, ovvero l’unico hotel d’Europa a 7 stelle! Ha solo 7 meravigliosi appartamenti!

Attraversiamo la Galleria per giungere a PIAZZA DELLA SCALA.

PIAZZA DELLA SCALA

Questa Piazza è ottocentesca, al centro di essa vi era un edificio che fu demolito per darle la configurazione attuale.

PALAZZO MARINO

Mantenendo alle nostre spalle la Galleria, sulla destra abbiamo PALAZZO MARINO del XVI secolo, sede del Comune di Milano.

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Venne costruito per volere del banchiere genovese Tommaso Marino in occasione del suo matrimonio con una nobildonna milanese, ma Marino non vi visse mai, cadde in fallimento, a causa degli ingenti prestiti agli spagnoli.

L’architetto Galeazzo Alessi lo progettò in stile manierista, è molto sfarzoso con tantissime decorazioni all’interno. E’ l’unico palazzo a Milano ad avere 4 facciate, che sono state nei secoli ognuna la facciata principale. L’attuale facciata è stata terminata alla fine dell’800.

In questo Palazzo è nata una donna passata alla storia, Marianna de Leyva, nipote dei Marino, meglio conosciuta come la Monaca di Monza di Manzoniana memoria.

PALAZZO DELLA BANCA COMMERCIALE ITALIA

L’architetto Luca Beltrami ha costruito il PALAZZO DELLA BANCA COMMERCIALE ITALIA, attuale Intesa Sanpaolo.

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All’interno sono state aperte le Gallerie d’Italia, questa di Milano, insieme alle Gallerie di Napoli e Vicenza, nasce per mostrare al pubblico le preziosissime collezioni di quadri e sculture dal XV secolo sino ad opere del ‘900, troviamo Caravaggio, ma anche De Chirico, Fontana con il suo celebre concetto spaziale.

Sulla Piazza troviamo l’unica fontana di Milano in bronzo, le altre sono in ghisa e vengono chiamate draghi verdi, ma sono dette anche le vedovelle, poiché piangono sempre.

MONUMENTO A LEONARDO DA VINCI

 

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Al centro della Piazza campeggia il monumento dedicato al grandissimo Leonardo Da Vinci, giunto a Milano nel 1482 all’età di 30 anni e vi rimase circa 20 anni. Viene eretto nel 1872 utilizzando il marmo di Carrara, viene rappresentato circondato dai suoi migliori 4 alunni e sul piedistallo vi sono i bassorilievi, che rappresentano Leonardo come architetto, pittore, scultore ed “idraulico”.

TEATRO ALLA SCALA

Il TEATRO ALLA SCALA è il più famoso teatro di Milano, costruito dall’architetto Giuseppe Piermarini in stile neoclassico, per volere dell’Imperatrice Maria Teresa, ed inaugurato nel 1778.

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Prima della sua costruzione, vi era un Teatro Regio, posto all’interno del Palazzo Reale, ma che fu distrutto dalle fiamme.

Il nome deriva dalla presenza in piazza dell’antica chiesa di Santa Maria alla Scala.

Mentre la facciata è sobria e lineare, all’interno è riccamente decorato con i colori oro e rosso ed un costosissimo lampadario di Boemia con 365 lampadine.

Opera, concerti e balletti, la Scala è un vero e proprio Tempio, in cui hanno lavorato e continuano ad esibirsi i più grandi artisti di sempre. Il concerto di apertura della stagione, che si tiene il giorno di Sant’Ambrogio, è l’evento più atteso in città.

Su Via Manzoni al Grand Hotel de Milan visse i suoi ultimi anni Giuseppe Verdi, pare che nei suoi ultimi giorni di vita le strade lì intorno fossero state ricoperte di paglia per non disturbare il Maestro infermo.

Accanto alla Scala, vi è una statua bianchissima, è il produttore Ricordi.

 

Dirigiamoci a PIAZZA DEI MERCANTI.

PIAZZA DEI MERCANTI

 

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E’ l’unica Piazza medievale di Milano, chiamata dei Mercanti, perché qui ogni giorno si teneva il mercato.

Un tempo era il centro amministrativo di Milano, c’era il Tribunale, il Notaio, l’Ufficio Comunale.

PALAZZO DELLA RAGIONE

 

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PALAZZO DELLA RAGIONE venne costruito alla fine del XII secolo e per un breve periodo fu anche la sede del Comune di Milano.

Il primissimo simbolo della città è su questo palazzo, è una scrofa semilanuta.

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Tito Livio ci narra che Milano fu fondata nel VI avanti Cristo dai Celti di Belloveso, che aveva sconfitto gli Etruschi, che stanziavano qui.

Belloveso ebbe un sogno, avrebbe dovuto fondare una città dove vi erano le scrofe semilanute, ovvero per metà coperte dal pelo, e la trovò qui.

Questa lastra con la scrofa venne rinvenuta nel XII secolo durante la costruzione del Palazzo della Ragione, ma non si sa esattamente quale sia la sua datazione.

Fino al 1800, Piazza dei Mercanti era chiusa da 6 porte, come i Sestrieri di Milano.

Andiamo all’interno del cortile ed osserviamo il primo monumento equestre di Milano, dedicato al podestà Oldrado da Tresseno.

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Ci voltiamo per guardare la CASA DEI PANIGAROLA, un notaio, che visse all’inizio del XIV secolo, l’edificio è in stile gotico lombardo. Qui c’era l’ufficio degli Statuti, dove venivano registrati i decreti ducali, gli atti pubblici e privati.

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SCUOLE PALATINE

Le scuole Palatine sono invece le prime scuole superiori di Milano, ma si fondano su un luogo in cui c’erano già le scuole romane nel I secolo.

 

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Qui Sant’Agostino ha insegnato nel IV secolo Filosofia e Retorica, quando era ancora non credente, si converte ascoltando Sant’Ambrogio e diviene uno dei Padri della Chiesa.

LOGGIA DEGLI OSII

La Loggia degli Osii del 1316 è un’altra splendida testimonianza della Milano Medievale, qui c’era il Tribunale, da questo balcone venivano annunciate le leggi, le sentenze.

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Sulla facciata troviamo diversi simboli di Milano, tra cui il biscione, la croce.

Milano si sviluppava in modo circolare, con delle mura difensive ed i canali, e c’erano 6 porte principali in direzione delle diverse città.

Il pozzo al centro della Piazza dei Mercanti è del XVI secolo, ma prima del pozzo qui vi era la pietra della vergogna, dove venivano eseguite le condanne capitali, bruciavano gli eretici e le streghe solo di origine nobile, altrimenti l’esecuzione avveniva fuori città.

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Il Tribunale dell’Inquisizione, che si trovava a Santa Maria delle Grazie, venne abolito da Maria Teresa d’Austria.

PIAZZA CORDUSIO

 

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Avviamoci verso Via Dante, costruita nella seconda metà dell’800 per unire il Duomo ed il Castello.

La maggior parte dei palazzi che costellano la via sono in stile eclettico, frutto dell’unione di più stili, con tantissime decorazioni.

 

PALAZZO BROGGI

 

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A Piazza Cordusio troviamo il bellissimo Palazzo Broggi, che ospita lo Starbucks più fashion del mondo. Inaugurato nel 1931, prima di essere un paradiso del caffè rigorosamente italiano con cornetti e dolci firmati Princi, era stato progettato dall’architetto Broggi per essere all’epoca la nuova sede della Borsa, spostata successivamente in quella attuale, così divenne il mitico Palazzo delle Poste.

PALAZZO DELLA BORSA

 

Non lontano da Piazza Cordusio, a Piazza Affari vi è il Palazzo della Borsa, ovvero PALAZZO MEZZANOTTE, realizzato dall’architetto Paolo Mezzanotte nel 1932, che demolì ciò che c’era in zona per edificare questo Palazzo, considerato all’avanguardia per l’epoca.

Di fronte troviamo quella che attualmente è una delle più grandi attrazioni di Milano, ovvero la scultura L.O.V.E di Maurizio Cattelan, acronimo di Libertà-Odio-Vendetta-Eternità.  Conosciuta come il Dito, per la presenza del solo dito medio, viene inaugurata nel 2010 in piena recessione economica come una sfida al mondo della Finanza.

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Doveva essere una scultura temporanea, criticatissima appena istallata, ma ormai è una presenza fissa.

Che dire, tanto L.O.V.E. a tutti!

Ritorniamo a Piazza Cordusio e Via Dante in cui consiglio di guardare i Palazzi di stile eclettico milanese, ricchissimi di decorazioni, dai balconi in ferro battuto ai mosaici.

PICCOLO TEATRO

Entriamo nel Piccolo Teatro, ovvero Palazzo Carmagnola, che ha visto tanti rifacimenti, nonché usi, qui c’era il Broletto, poi il Granaio. Apparteneva originariamente ai Visconti, venne regalato ai Carmagnola, fu sequestrato da Ludovico il Moro, che poi lo regalò a Cecilia Gallerani, ovvero “La Dama con l’Ermellino” di Leonardo da Vinci.

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Cecilia non era solo molto bella, ma molto istruita e qui si circondava di grandi scrittori, artisti, scienziati tra cui il grandissimo Leonardo,

Questo palazzo, nonostante i rimaneggiamenti, ha conservato i portici del XV secolo con le colonne e gli archi, i soffitti lignei.

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Vi è una Meridiana su cui campeggia una scritta in latino che recita “Horam non numero nisi serenam”, ovvero “qui si contano solo le ore felici” e che felicità sia!

 

MONUMENTO A GIUSEPPE GARIBALDI

Avviamoci verso il Castello, dove la prima statua che ci accoglie è quella di Giuseppe Garibaldi, creata da Ettore Ximenes.

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Garibaldi viene rappresentato sul suo fedele cavallo, pronto a tornar in battaglia in qualsiasi momento, ai due lati due statue rappresentanti la Libertà e la Rivoluzione.

CASTELLO SFORZESCO

Tra il 1368 ed il 1370  viene edificato in prossimità di una delle porte della città come castello difensivo per volere di Galeazzo II Visconti, Duca di Milano.

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Fu Filippo Maria Visconti, che vi trasferì qui la residenza e restaurò parzialmente il Castello.

Nel 1447 venne a mancare il successore della famiglia Visconti ed i milanesi crearono la Repubblica Ambrosiana, di brevissima durata, soli 3 anni.

Nel 1450 il potere va nelle mani di Francesco Sforza, già sposo di Maria Bianca Visconti.

Durante il periodo repubblicano, il Castello era stato parzialmente distrutto come simbolo del potere visconteo.

Francesco Sforza per la ricostruzione chiama grandi architetti del tempo, come ad esempio il Filarete, che a Milano ad esempio costruì Ca Granda.

Ludovico il Moro porta qui a lavorare Leonardo da Vinci ed il Bramante ed il Castello diviene tra le residenze più belle d’Europa.

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Purtroppo, Ludovico il Moro viene fatto prigioniero dai francesi, che subentrano nella guida della città.

I Francesi lo trasformano da meravigliosa corte a caserma e scuderie, poi vi furono gli spagnoli, gli austriaci.

Napoleone lo voleva radere al suolo per farne un edificio neoclassico e creare il Foro Bonaparte.

Con il Regno d’Italia il Castello è ormai in rovina totale, si pensò addirittura di demolirlo, ma grazie al famoso architetto milanese Luca Beltrami viene salvato.

Beltrami studia documenti e quadi legati al Castello proprio per cominciare un serio e meticoloso lavoro di ricostruzione dello stesso.

Viene inaugurato nel 1905 come Polo Museale.

TORRE DEL FILARETE

Prima di entrare nel Castello, osserviamo la Torre del Filarete, progettata nel 1452 da Antonio Averulino, detto il Filarete.

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Nel 1521 subì un’esplosione, pare che qui vi tenessero polveri da sparo e che fossero esplose, provocando una deflagrazione e sino al XX secolo non ci fu la Torre.

Grazie a Luca Beltrami ed ai suoi preziosi studi, viene ricostruita ed inaugurata nel 1905.

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In alto osserviamo l’Orologio con all’interno il Sole raggiante dei Visconti, al centro c’è la statua dedicata a Sant’Ambrogio, costruita in via eccezionale con il marmo rosa di Candoglia, che è destinato solo al Duomo. Vi sono i simboli degli Sforza e di Visconti e poi Umberto I, che nel 1900 era stato assassinato a Monza.

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Curiosità: il Cremlino ricorda la Torre del Filarete, poiché Antonio Filarete venne invitato dallo zar a lavorare a Mosca per costruire il Cremlino, dopo aver lavorato al Castello Sforzesco!

Entriamo nel Castello, composto da tre corti, la prima è la più grande, la Corte delle Armi

CORTE DELLE ARMI

Francesco Sforza lasciò un’enorme impronta su Milano, al suo tempo il Castello era un’elegante residenza.

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La corte più grande è detta delle Armi, poiché qui si esercitavano gli eserciti, già al tempo dei Visconti.

Osserviamo le Torri rotonde, una delle quale era una Cisterna d’acqua.

La costruzione sulla sinistra si chiamava Ospedale Spagnolo, poiché ospitava un ospedale per i soldati. Ricordiamo che il periodo spagnolo per Milano non fu di certo florido, la città era divenuta poverissima e spesso in preda ad epidemie devastanti.

Queste sale, in seguito alla ristrutturazione, ospitano un capolavoro, la Pietà Rondanini di Michelangelo, a cui lavorò fino agli ultimi giorni della sua vita.

Un giorno a spasso per Milano: curiosità, storia e bellezza tra passato e futuro



Un giorno a spasso per Milano: curiosità, storia e bellezza tra passato e futuro

Nel Castello Sforzesco c’è la Sala delle Asse, che era la sala di rappresentanza di Ludovico il Moro, dove incontrava personaggi di rilievo. Si chiamava delle Asse, perché ricoperta in basso da assi di legno.

La Sala venne decorata da Leonardo Da Vinci nel 1498 con affreschi raffiguranti 16 alberi di gelso, con i rami che si intrecciano ed i nastri d’oro.

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In questo grande cortile sono stati ricreati proprio questi 16 alberi di gelso secondo il progetto di Leonardo, creando così “la Pergola di Leonardo”.

Perché Leonardo sceglie il gelso? Lo fa sia perché nel ducato di Milano all’epoca si produceva moltissima seta ed i bachi di seta si nutrono delle foglie di gelso, sia perché il suo committente era Ludovico il Moro e “Moro” viene da “morus”, che significa sempre gelso ed era di carnagione più scura rispetto ad altri.

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La Torre Bona venne costruita nel XV secolo da Bona di Savoia, vedova del fratello di Ludovico il Moro, che pare venne assassinato grazie al fratello. Lei prese il potere in nome del figlio, ma non lo detenne a lungo, passò a Ludovico il Moro, che cominciò proprio con l’occuparsi del nipote e poi acquisì in mano tutto.

Durante il periodo austriaco venne eretto il monumento dedicato a Giovanni Nepomuceno, santo Patrono di Praga e dell’esercito austriaco.

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CORTE DUCALE

Entriamo nella Corte Ducale, dove c’era proprio la Corte Ducale e gli appartamenti di Ludovico il Moro, vi erano strutture difensive ed adesso vi sono il Museo dell’Arte Antica, la Pinacoteca, il Museo degli Strumenti Musicali, il Museo Egizio, Museo dei Mobili.

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Un giorno a spasso per Milano: curiosità, storia e bellezza tra passato e futuro

Vi è il Portico dell’Elefante, dove è rimasto il frammento di un affresco in cui vediamo rappresentato un elefante.

LA ROCCHETTA

L’altro Cortile è la Rocchetta, la piccola rocca in cui la famiglia viveva nei momenti più difficili, dove si era rifugiata Bona di Savoia, prima dell’assunzione del potere da parte di Ludovico il Moro.

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La Rocchetta era interamente decorata, anche se sono rimasti pochi affreschi, di cui notiamo il sole dei Visconti. Nella Rocchetta lavorava Donato Bramante.

PARCO SEMPIONE

Parco Sempione è il parco più grande di Milano, il suo nome è dovuto proprio al fatto che si trova in direzione della Galleria del Sempione, che porta in Francia.

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Di fronte a noi osserviamo l’Arco Trionfale, voluto da Napoleone, in direzione di Parigi. L’Arco venne iniziato nel 1807, ma venne concluso durante il periodo austriaco nel 1835.

Gli Austriaci lo chiamarono Arco della Pace, la sua altezza è di 25 metri e venne costruito completamente in granito.

Il cambio del nome in Pace era in riferimento alla Pace ottenuta dopo la sconfitta di Napoleone, e la sestiga dei cavalli non volge più verso Parigi, a cui i cavalli danno le terga!

Ho parlato sino ad ora della gloriosa Milano del passato, ma Milano è una città all’avanguardia, progressista e proiettata nel futuro, pertanto in questa giornata meneghina, è doveroso andare al CENTRO DIREZIONALE DI MILANO.

PIAZZA GAE AULENTI 

Siamo nella zona di Porta Garibaldi, in quella che fino al 1961 fu la Stazione delle Varesine, che collegava la città con le località di Varese, Novara e Gallarate.

 

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Quando la stazione venne dismessa, in questo enorme spazio ci fu un Luna Park, sino a che la Milano che evolve e che guarda al futuro approva nel 2004 il Progetto Porta Nuova, che riqualifica l’area delle ex-Varesine e del quartiere Isola.

Il fulcro centrale è Piazza Gae Aulenti, progettata dall’architetto argentino Cesar Pelli ed intitolata nel 2012 alla famosa architetta udinese Gae Aulenti.

Da qui si gode lo skyline di Milano ed è un ritrovo con ristoranti e negozi per i milanesi e per i turisti che vengono in città, shopping ed aperitivo sono sempre un binomio perfetto.

TORRE UNICREDIT

 

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Con la sua guglia di 80,5 metri, l’UNICREDIT TOWER, nei suoi 231 metri di altezza, è l’edificio più alto d’Italia, inaugurato nel 2014 e subito divenuto un simbolo indiscusso di Milano.

Rientra nel progetto ecosostenibile dell’architetto Cesar Pelli e la sua particolarità è proprio la guglia in acciaio traforato a  forma di spirale, che va assottigliandosi in cima.

BOSCO VERTICALE

 

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Quando ci riferiamo al Bosco Verticale, intendiamo due grattacieli di 80 e di 112 metri progettati dall’architetto Stefano Boeri.

E’ un progetto futuristico di riforestazione urbana, chiamato anche “la prima foresta verticale della storia”.

E’ un esempio di progettazione ecologica che mira al miglioramento della qualità dell’aria con le sue oltre 2000 specie diverse di piante.

Ovviamente, qui a Piazza Gae Aulenti è d’obbligo fermarsi a godere l’aperitivo.

NAVIGLI

 

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Dopo tutta la traversata fatta, dove passare la serata? Ai Navigli!

Cosa sono i Navigli? Un sistema di canali risalenti al 1200 e che metteva in comunicazione Milano con il Lago di Como, il Ticino ed il Lago Maggiore. Venivano utilizzati per il trasporto delle merci, ma anche per dare acqua alla città.

Ricordiamo che sotto Ludovico il Moro fu  Leonardo da Vinci ad occuparsi dei Navigli e del problema del dislivello tra la parte di Milano bassa e quella alta.

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Rilassati in uno dei tanti locali e goditi due istituzioni culinarie milanesi: il risotto alla milanese con ossobuco, che ti si scioglie come burro in bocca, ed una meravigliosa cotoletta milanese, quella vera, detta anche “orecchia d’elefante”, per la sua forma gigantesca che ricorda proprio l’orecchio dell’elefante ed è rigorosamente con l’osso.

Ho sempre amato la notte a Milano, dall’atmosfera vibrante dei suoi locali alla quiete soffusa delle sue stradine.

La mia Milano è una città che sa sorprendere e che cambia senza denaturarsi. E’ inclusiva, accoglie chiunque sia pronto a comprenderla e ad amarla. Milano è sempre un passo avanti, è una leader che detta le tendenze ed a cui si guarda con reverenza.

Milano ti cambia e decisamente in meglio, di lei te ne innamori e non ne fai più a meno, anche quando la vita ti porta altrove, un pezzo di cuore rimane lì e tu sai che devi tornare a prenderlo.

 

 

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