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Immagina di trovarti all’alba sopra un’immensa e bianchissima distesa di sale, così grande da poterti girare a 360° e vedere che il suo limite è il sole che nasce ed il cielo limpidissimo che la sovrasta.

Pensa di arrivare in un luogo dove l’assenza di prospettiva darà vita a foto surreali, dove sarai sospeso ad un laccio teso tra due scarpe o uscirai da una tazza di caffè. Potrai esser il gigante buono che salva la donzella o mangiare il tuo partner.

BENVENUTO NELLA DISTESA DI SALE PIU’ GRANDE DEL MONDO!

Il Salar de Uyuni, conosciuto anche come Tunupa, si trova nel distretto di Potosì in Bolivia.  E’ vasto 10.582 km quadrati e si trova a 3600 metri sul livello del mare, il che lo rende anche la distesa di sale più alta del mondo.

Salar de Uyuni (1)

Nell’antichità era una grande lago salato, che poi è evaporato ed ha formato la distesa di sale.

Secondo la leggenda Inka, il Salar si è formato dal latte della bella indigena Tunupa, che non potette allattare il figlio, strappatole per gelosia. Gli dei mutarono il latte in un deserto di sale su cui nessuno avrebbe potuto più abitarci e Tunupa in un vulcano.

PERIODI PER VISITARE IL SALAR

Scegliere di visitare la distesa di sale in inverno o in estate fa una grande differenza di paesaggio e sensazioni. In ambo le situazioni è tutto surreale!

Se scegli di visitarla durante la stagione estiva, da dicembre a febbraio, arriverai con la pioggia. L’acqua si deposita sulla superficie ed il suo  riflesso crea un effetto ottico di sospensione tra cielo e terra. Camminerai sopra le acque.

Se optassi per  l’inverno, lo scenario cambierebbe totalmente: l’acqua evapora e lascia lo strato di sale.

Ti si prospetta davanti agli occhi una sconfinata distesa su cui camminare e sentire lo scricchiolio del sale sotto i piedi, ma anche dei colori memorabili, dovuti al riflesso del sale.

E’ questo il periodo per le famose foto in assenza di prospettiva. Noi ci siamo divertiti tantissimo a farle. E’ stato uno tra i momenti più esilaranti del viaggio, di cui conserviamo un ricordo bellissimo.

Nei mesi del vento da agosto ad ottobre la polvere si deposita nel salario. Quando ritorna la  pioggia a dicembre, la polvere diviene uno strato color caffè.

El Salar è composto da strati di fango del lago e di sale sovrapposti. Contiene, potassio, sodio, litio, magnesio ed altri elementi.

Ci sono circa 11 strati di sale sovrapposti, con uno spessore che varia dai 10 ai 12 metri l’uno, che danno una profondità totale di circa 120 metri.

ISLA INCA HUASI

Nel mezzo del Salar troviamo ISLA INCAHUASI, che in lingua quechua vuole dire “la casa dell’Inka”.

Salar de Uyuni

E’ un vero e proprio isolotto alto 102 metri, su cui salire e giungere alla sommità, che arriva a 3748 metri di altezza, da cui si gode un panorama mozzafiato.

Sono rocce di origine vulcanica, su cui è cresciuta una vegetazione singolare: troviamo una quantità incredibile di cactus giganti.

Discesi dall’isolotto, la nostra guida ci prepara la colazione, che consumiamo seduti su rocce e blocchi di sale. Sembra trascorsa un’eternità dal nostro risveglio alle 5 del mattino e dopo tanto cammino, siamo affamati. Caffè e latte in polvere, cioccolatini, farro soffiato, yogurt ed una ciambella dolce, preparata dalle andine, sono il nostro “desayuno”.

Ci incamminiamo verso quelli che vengono chiamati “Los ojos del salar”, gli occhi del salario. Secondo la leggenda Inka, queste pozze di acqua inghiottivano le carovane.

Si vedono caratteristici esagoni di sale, che si formano quando l’acqua evapora durante la stagione fredda e tira molto vento.

Nel pieno del deserto, è stata edificata una casa completamente fatta di sale in cui c’è il “Museo de sal”, dove si ammirano delle sculture di sale.

Al Salar de Uyuni ogni anno si estraggono ben 25 milioni di tonnellate di sale.

Ci incamminiamo verso il paese di Uyuni per fermarci in un posto singolare:

IL CIMITERO DEI TRENI

Salar de Uyuni

Questa stazione dimessa dei treni ci riporta ad un tempo che fu, quando gli inglesi giunsero qui per costruire le ferrovie e cominciarono il trasporto di persone e di cose su vagoni.

E’ la prima ferrovia della Bolivia, aperta nel 1889, per collegare Uyuni ad Antofagasta, all’epoca ancora città boliviana, e per trasportare i minerali.

Quando la Bolivia perse la guerra con il Cile e di conseguenza i suoi territori sull’Oceano Pacifico, finì anche l’epoca della ferrovia che trasportava minerali.

Ci sono i resti dei vagoni, ormai arrugginiti e corrosi dal tempo e dal vento.

Arriviamo ad Uyuni, dove termina il nostro Tour di 4 giorni.

Siamo stati isolati per giorni, senza segnale telefonico ed internet, lontani da qualsiasi comodità del mondo moderno, ma non mi sono quasi mai sentita così in connessione con il mondo come in questo viaggio.

Uyuni è un paese piccolo, sviluppatosi grazie all’aeroporto ed alla sua attrattiva imperdibile,  El Salar.

Uyuni ha una chiesa, una specie di corso e delle scuole.

E’ quasi sempre considerato il posto in cui andare a dormire in attesa di ripartire per la tappa successiva del viaggio, che per me è stata La Paz, ma per molti è il punto di partenza per il Salar de Uyuni. 

Arriviamo stanchissimi ad Uyuni e qui avviene la prima disavventura: hotel prenotato (senza pagamento) tramite il sito Hotels.com, ma all’albergatore non risulta la prenotazione. Ci dice che ci aiuta a prenotare un altro albergo e sono liberi solo gli hotel al Salar, nel mezzo del nulla a 30 km di distanza. L’alternativa è rappresentata dai dormitori lì vicino, ma non la voglio considerare.

Gli ho detto che avremmo dormito anche sui divani della sala d’attesa, ma che non sarei andata a 30 km di distanza o nei dormitori.

Dopo tanta insistenza, magicamente è apparsa una stanza con 5 letti!

Tutto è bene quel che finisce bene, ma non dovrebbe mai accadere a nessuno!

Ed eccoci pronti alla prossima tappa, la città più alta del mondo, La Paz.

CONSIGLI ED INFORMAZIONI DI VIAGGIO:

COME ARRIVARE:

  • Dalla Bolivia:
    • Aeroporto Joya Andina di Uyuni. Dista pochi km da Uyuni, è servito dalle compagnie aeree Amaszonas, Tam e Santa Cruz de la Sierra..
    • Bus turistico: consiglio la compagnia Todo Turismo, prendere il posto cama, se possibile.
  • Dal Cile: Aeroporto di El Loa a Calama. Questo aeroporto è la soluzione per chi volesse prima visitare il Deserto di Atacama in Cile e poi passare la frontiera con la Bolivia da San Pedro de Atacama. Dal Cile il tour comincia dalla Riserva Naturale di Fauna Andina “Edoardo Avaroa”.

MONETA UFFICIALE: Boliviano.

TEMPERATURA:

forte escursione termica. Inverni molto rigidi.

VACCINAZIONI: E’ richiesta la vaccinazione contro la Febbre Gialla. E’ consigliabile farsi la vaccinazione contro il tetano, la febbre tifoidea e per l’epatite A e B.

Informarsi sempre presso il sito del Ministero della Sanità qualora ci fossero vaccinazioni obbligatorie.

P.S: Io ho fatto il vaccino contro la Febbre Gialla, ma non mi è stato richiesto di esibire il certificato di vaccinazione.

ASSICURAZIONE DI VIAGGIO: che copra spese mediche, trasporti e necessità impellenti.

DOVE ALLOGGIARE:

Qui arrivi con la guida ed i Tour organizzati. Non c’è una vera via di mezzo come alloggio. Può essere basico o molto costoso. E’ importante sapere che non c’è mai riscaldamento e che l’acqua calda è a tratti.

COME MUOVERSI:

  • prenotare un tour online: ce ne sono tanti ed a prezzi diversi. Occorre ricercare i tour del Salar de Uyuni Il costo varia a seconda che il tour sia privato o condiviso. Io ho preso quello condiviso e mi sono trovata benissimo. Il numero di persone è comunque limitato a 6. Costo medio con stanza privata per Tour di 4 giorni: euro 225,00 a persona.
  • Prenotare un tour in loco presso le agenzie: si può fare benissimo in qualsiasi località della Bolivia o del Cile.

DOVE MANGIARE:

Ogni tour prevede vitto ed alloggio, dalla colazione alla cena, per cui non ci si deve preoccupare.

ABBIGLIAMENTO ED ACCESSORI

  • scarpe da trekking o che almeno siano molto comode. Questo è il primo consiglio.
  • Occhiali da sole
  • Protezione solare 50+.
  • Protezione per le labbra, mani e viso.
  • Abbigliamento caldo e fresco:l’escursione termica è presente tutto l’anno. Vestirsi a strati. Soprattutto abbigliamento molto comodo, pratico, che tenga caldo d’inverno e che non faccia sudare d’estate. Nell’inverno australe le temperature notturne calano sotto lo zero, per cui occorre un abbigliamento da montagna, mentre di giorno salgono vistosamente.

Non dimenticare in inverno di portare guanti, cappello di lana  e cappello leggero.

COSA PORTARE:

  • Medicine: per il mal di montagna, come Diamox, aspirina, antidolorifico, antibiotico, per problemi intestinali come vomito, diarrea, costipazione e mal di stomaco, pomata antibiotica, per irritazioni e punture di insetti, cerotti, salviettine medicali e qualsiasi altra medicina si ritenga necessaria.
  • Zaino: uno capiente da utilizzare al posto del trolley. Un viaggio sulle Ande prevede spostamenti su Jeep, Van, autobus e risulta più gestibile ogni spostamento.
  • Zainetto:per le escursione diurne, in cui portarsi dietro l’essenziale.
  • Borraccia d’acqua: ho notato che avevamo quasi tutti quella di Decathlon da 0,80 l. Io ne avevo due. Sono essenziali.
  • Antizanzare con protezione alta
  • Torcia: può essere sempre utile.
  • Tovaglietta da bagno: per le piscine termiche, qualora si volesse fare il bagno nelle acque calde
  • Portare sempre contanti con sé. Mi riferisco alle mance ed alle piccole spese locali. I ristoranti o le agenzie accettano le carte di credito.
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