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Barrio Bellavista

Barrio Bellavista e la Chascona: nel quartiere più vibrante della citta ed a casa di Pablo Neruda

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Dov’è la movida di Santiago? E dove si mangia la cucina tipica? Dove ha vissuto il Poeta e Premio Nobel Pablo Neruda?

La risposta è una: Barrio Bellavista

Per i cittadini di Santiago è un’istituzione, per noi turisti è una tappa imperdibile.

Bellavista è il quartiere bohemien della città e probabilmente di tutto il Cile. E’ il ritrovo degli artisti, situato tra il fiume Mapocho e la collina di San Cristobal.

Nel periodo spagnolo Bellavista si trovava in quello che era chiamato Barrio La Chimba, che in lingua quechua vuol dire “dall’altro lato”, poiché qui, sulla sponda nord del fiume Mapocho, vivevano gli indigeni, che continuavano a mantenere vive le loro tradizioni culturali ed erano ben separati dai conquistadores.

Nel ‘600 la nobiltà cilena ha iniziato a trasferirsi in campagna, muovendosi da questo lato della città.

Nella metà dello scorso secolo Pablo Neruda decide di stabilirsi qui ed edificare La Chascona, la mitica casa con vista sulle Ande.

Il Barrio diviene un ritrovo di artisti da tutto il mondo, che creano una comunità bohemienne a Bellavista.

Si giunge qui attraversando il Ponte Pio Nono e l’omonimo viale che divide in due il Barrio e che pullula di ristoranti.

DUE BUONI MOTIVI PER VISITARE DI GIORNO E DI NOTTE IL BARRIO BELLAVISTA:

LA CHASCONA

Barrio Bellavista e la Chascona

E’ la casa di Pablo Neruda a Santiago, l’unica nella capitale e terza delle tre celebri case del poeta.

La Chascona significa “arruffata”, con riferimento ai capelli ricci e rossi della sua amata Matilde Urrutia, la donna che è stata il suo grande amore fino al giorno della morte.

E’ situata nel Barrio Bellavista ai  piedi della collina di San Cristobal. Si arriva percorrendo piccole strade con mura coloratissime e porte che sembrano opere d’arte.

La Chascona è un Museo con orari d’ingresso stabiliti e giorno di chiusura.

Prima di visitare la casa, si può guardare un filmato, in cui si narra la storia di Pablo Neruda. All’ascolto della sua storia ho pianto. Qualsiasi siano le convinzioni politiche, non si può distruggere un’opera d’arte. L’arte è arte, al di sopra del credo politico e/o religioso. Non dimostra attaccamento ad un’idea politica, ma solo una stratosferica ignoranza.

Quando Neruda comprò questo terreno, la città non aveva i grattacieli odierni e la vista era sulle Ande. Infatti, l’architetto chiamato dal poeta a curare il progetto della casa aveva consigliato di posizionarla verso est, ma Neruda volle che la casa guardasse le sue amate Ande.

Fu inizialmente la casa di Matilde, all’epoca sua amante, poiché Neruda era già sposato. Quando la relazione divenne di dominio pubblico, il poeta decise di convivere con Matilde e di trasformare la casa nel loro nido d’amore.

E’ proprio vero che una casa parla del suo proprietario, e stando lì, ho immaginato non il poeta e la sua donna, ma gli eccentrici Pablo e Matilde, due persone di mondo, coltissime ed amanti dell’arte.

Neruda fu per anni ambasciatore del Cile in giro per il mondo. Divenne amico di poeti, artisti, pittori, scultori e personaggi influenti del pianeta.

La sua casa è ricca di pezzi unici, creati per e dedicati al poeta, come un quadro di Diego Rivera raffigurante Matilde e tra i suoi capelli arruffati si scorge il profilo di Pablo. Ci sono pezzi autentici del famoso designer Fornasetti, di cui era amico. Troviamo oggetti dal mondo, come sculture dall’Isola di Pasqua, ma anche da Giava. Ci sono piatti, bicchieri, mobilia e la sua biblioteca o meglio, quel che ne rimane!

La casa fu devastata durante il colpo di stato del 1973 e data a fuoco la sua libreria con oltre 7000 libri.

Neruda, già gravemente malato,  morì in quella casa 10 giorni dopo il golpe e Matilde rimase a vegliarlo per due giorni al freddo, poiché  la casa, dopo la devastazione, non aveva neanche più le finestre ed era ancora allagata dall’acqua utilizzata per spegnere l’incendio.

Matilde si fece forza e restaurò la casa in quella parte che oggi vediamo.

Dagli anni ’90 è il quartiere “che non dorme mai”

Di giorno il quartiere è animato dalla vita studentesca, c’è qui la Facoltà di Diritto dell’Università di Santiago.

Di notte viene scelto per quella magia che la sua vita notturna regala tra le case basse e dipinte ed i locali con musica dal vivo.

Bisogna perdersi tra suoi locali notturni ed i ristoranti di cucina tipica cilena; ammirare le case colorate con splendidi murales e porte dipinte.

A Bellavista comprerai il vero lapislazzuli, girerai tra gallerie d’arte e negozietti vintage, respirerai un atmosfera retrò e moderna al contempo.

Nel 2006 hanno aperto El Patio Bellavista, diventato un ritrovo di giorno e di notte per giovani ed adulti, grazie ai suoi ristoranti, locali, gallerie, teatro e tanta musica.

Informazione utile:

fermata Metro Baquedano

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