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In questo viaggio psichedelico dei luoghi leggendari della musica a Londra, attraverseremo Mayfair e St. James’s in cui avevano sede i quartieri generali dei Beatles e di altri famosi cantanti, i pub frequentati dagli artisti in cui questi si sono esibiti dal vivo e c’era chi danzava nudo. Passeremo per la casa “sfortunata”, proseguiremo per Hyde Park, luogo di mitici concerti, fino a giungere a Kings Road, la sua Psichedelia e le case di personaggi come Clapton ed i Rolling Stones. Nell’appartamento di questo ultimi nacque il mitico nome del gruppo.

Dove eravamo rimasti? Nei famosi uffici dei Beatles di Savile Row a Mayfair, in cui i fab 4 tennero un concerto sul terrazzo dell’edificio, che creò in città il delirio assoluto di una folla urlante e la polizia costretta ad intervenire, staccando letteralmente la spina.

Quartiere generale dei Beatles

Siamo ancora a MAYFAIR: Al 59 di Albemarle Street troviamo un palazzo, che adesso è la sede della Thai Airlines, ma che è stato il quartiere generale dei Beatles, dove aveva i suoi uffici BRIAN EPSTEIN, il loro manager. Qui si sono prese le loro decisioni più importanti. Epstein proveniva da Liverpool, come i fab 4, ed era il loro manager già prima di arrivare a Londra. Quando i Beatles divennero famosissimi, Epstein prese questi locali per poter gestire la portata mondiale del fenomeno Beatles e vi riuscì benissimo.

Uffici di Don Arden e Sharon Osbourne

Su Hay Hill c’erano la casa e gli UFFICI DI DON ARDEN, il manager dei Black Sabbath, gruppo che ha fatto la storia dell’Heavy Metal, capeggiati dal carismatico leader Ozzy Osborne. La loro hit più famosa è “Paranoid”.

La figlia di Arden, Sharon, lavorava con lui e finì ben presto per gestire i Black Sabbath per poi sposare Ozzy Osborne.

Sharon Osbourne attualmente è lei stessa un personaggio notissimo in Gran Bretagna, conosciuta per essere stata più volte giudice di X Factor, ma anche per performance teatrali.

Attraversando Piccadilly Street, si giunge a ST. JAMES’S, una zona esclusiva, aristocratica, con prestigiosi club per gentlemen, nonché dove vivono i reali.

Tramp

A Jermyn Street esiste un famoso club chiamato TRAMP, divenuto popolare per la presenza costante dei Beatles, Ringo Starr ha pensato bene di celebrare le sue nozze qui. Lo frequentavano anche gli Stones e gli Who, infatti pare che Keith Moon, il loro iconico batterista, abbia danzato nudo sui tavoli in più occasioni. Era noto a tutti che amasse alzare il gomito e che fosse decisamente eccentrico!

The Scotch of St. James’s

In fondo a Duke Street, al 13 di Mason’s Yard, c’è il club “THE SCOTCH OF ST. JAMES’S”, che venne aperto nel 1965 e nella serata di apertura ha visto i Beatles, gli Stones, gli Who e molte altre celebrità avvicendarsi. E’ stato il primo club in cui Jimi Hendrix ha suonato live. Jimi entrò nel club e trovò una band blues che suonava, così chiese loro di potersi unire e regalò una prima mitica performance della sua leggendaria chitarra elettrica. Immaginiamo Jimi suonare “All along the watchtower”.

Appena giunto a Londra da Seattle, Hendrix aveva scelto la zona di St. James’s proprio perché era risaputo che fosse frequentata dagli artisti. La sua chitarra elettrica ha fatto la storia del rock e Londra è stata il suo palcoscenico.

The Ritz Hotel

Arriviamo al THE RITZ HOTEL, al numero 150 di Piccadilly Street. Non è solo arcinoto per il tè delle 5 della Regina Elisabetta, un’istituzione, ma anche per aver ospitato il “wedding breakfast”, ovvero la cerimonia nuziale glamour di Paul e Linda McCartney. Lo ricordiamo però anche perché al Ritz Mick Jagger ha scritto la sua celebre “Start me up”, una hit mondiale.

Rientriamo nella meravigliosa MAYFAIR, per andare al numero 5 di Curzon Street nel THE WASHINGTON MAYFAIR HOTEL i Beatles ebbero il loro primo foto shooting nel 1963 sul terrazzo dell’hotel stesso, il tutto organizzato da The Radio Times.

Casa della sfortuna: Keith Moon e Mama Cass

Al 18 di Curzon Street al I piano si trova l’appartamento della “sfortuna”, ovvero l’APPARTAMENTO DOVE KEITH MOON E’ MORTO nel 1978. Il mitico batterista degli Who aveva solo 32 anni ed era un alcolizzato. Keith era un amante degli eccessi, un genio folle. Poco prima di morire, gli erano stati prescritti dei farmaci per aiutarlo a superare la dipendenza dall’alcol. Nella notte in cui morì, pensò bene di combinare queste pillole “antialcol” con l’alcol, il mix fu letale. Nel 1974, ben 4 anni prima, nello stesso appartamento era MORTA MAMA CASS, la cantante del gruppo The Mamas and Papas, di cui ricordiamo “California dreamin”, hit simbolo degli anni ’60. Anche lei aveva 32 anni.

Cosa assolutamente singolare è che Keith Moon e Mama Cassa siano morti alla stessa età, 32 anni, nello stesso appartamento e forse nello stesso letto.

Lei però ebbe un infarto, non morì per droga o alcol.

L’appartamento era di proprietà di un altro cantante dell’epoca, Harry Nilsson, il quale, dopo la seconda morte, pensò che l’appartamento portasse un po’ sfortuna e lo vendette a PETE TOWNSHEND, il leader degli WHO, ma pare che Pete non ci abbia mai vissuto. C’è una storia che circola su un’intervista fatta a Townshend non molto dopo. Si dice che alla domanda “cosa diresti a Keith Moon se avessi l’opportunità di incontrarlo di nuovo?”, lui rispose “Keith, mi devi 15 mesi di arretrato di affitto dell’appartamento di Nilsson”. Pete, che sentimentale che sei!

Hilton Park Lane

Arriviamo all’HILTON HOTEL su Park Lane, dove avviene l’incontro dei Beatles con il grande guru della Meditazione Trascendentale Maharishi Manesh Yogi nel 1966 grazie a Patty Boyd, fidanzata e poi moglie di George Harrison. Maharishi stava effettuando un tour in Gran Bretagna ed aveva preso una suite all’Hilton per incontrare i visitatori, che volessero avere i benefici della sua saggezza. I Beatles vollero incontrarlo e furono così colpiti dal guru da seguirlo successivamente in un ritiro e poi direttamente in India. Ringo Starr ci stette circa 3 settimane, John Lennon un po’ di più, Paul McCartney e George Harrison ci stettero a lungo, tanto che Harrison divenne un grande devoto dello spiritualismo indiano.

Hyde Park

Siamo ad HYDE PARK , dove nel 1969 i Rolling Stones fecero un gigantesco concerto gratuito, il primo dopo la morte del fondatore del gruppo, Brian Jones, avvenuta due giorni prima dell’evento. Decisero in questa occasione di fare un tributo a Brian e l’intenzione era quella di far volare migliaia di farfalle bianche sulle teste della folla urlante. Un’idea decisamente carina se non fosse stato che era un giorno di luglio estremamente caldo e le farfalle erano state tenute troppo a lungo in cesti da picnic. Nel momento in cui Jagger aprì questi cesti, le trovò morte e solo un nugoletto volò stremato sul palco.

Arriviamo ad HYDE PARK CORNER, dove nel 2002 ci fu un grandissimo evento pubblico tenutosi a Buckingham Palace, nel giardino reale, e fu un concerto rock per celebrare il Giubileo d’oro della Regina. Lo show fu aperto dal chitarrista dei Queen, Brian May, che regalò dalla terrazza di Buckingham Palace una performance speciale dell’inno nazionale con la sua chitarra. Ci inchiniamo e God save the Queen!

Casa Brian Epstein

Entriamo in BELGRAVIA al 24 di Chapel Street c’era la CASA DI BRIAN EPSTEIN, il manager dei Beatles, frequentata a lungo dai 4 di Liverpool. Epstein aveva un carattere difficile ed era omosessuale, in un periodo in cui l’omosessualità era illegale in Gran Bretagna. Faceva uso di droghe, come moltissimi altri nell’ambiente, lo faceva per compensare un carattere timido, introverso, solitario e piuttosto depresso. Soffriva di insonnia e divenne sempre più dipendente dalle pillole per cercare di sconfiggerla. Inoltre, era un giocatore incallito e finì per avere molti debiti al casinò, nonché creditori gangster.

Nel maggio del 1967, Epstein ospitò in questa casa l’evento del lancio dell’album dei Beatles “Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band”. Fu in questa occasione che Paul McCartney incontrò la futura moglie, Linda, che lavorava come fotografa di eventi.

Il lancio a casa di Epstein fu un grande successo e l’album uscì agli inizi di giugno. Alla fine di agosto dello stesso anno, Epstein morì in questa casa a soli 32 anni. Era il weekend di festa nazionale in Gran Bretagna, che cade a fine agosto, ed Epstein aveva organizzato con gli amici un fine settimana fuori nel Sussex con tanto di festini, a cui avrebbero dovuto partecipare giovanissimi ragazzi. Tuttavia, il ragazzo che lui attendeva, non arrivò. Fortemente deluso, decise di tornare a Londra in questa casa di Belgravia e per il dispiacere cominciò ad assumere di tutto: droghe, alcol e le sue pillole per dormire. Andò a letto e non si risvegliò più.

Dopo la sua perdita fisica, della sua professionalità e grande capacità di gestire il business, i Beatles non furono più gli stessi e non lo sostituirono.

World Psychedelic Centre

In questo quartiere abitava MICHAEL HOLLINSDHEAD, colui a cui si deve la diffusione del LSD a Londra a metà degli anni ’60. Stette per un periodo in America e nel 1965 ritornò a Londra con 5000 dosi di LSD. Fu una cosa facile a quel tempo, poiché il governo inglese non aveva conoscenza di questo tipo di droghe e non erano illegali. Pensò bene di compartire questa opportunità con il mondo musicale e del fashion, creando il “World Psychedelic Centre”. PSYCHEDELIA divenne una tendenza fortissima. I suoi clienti erano il top della musica del momento, tra i quali ricordiamo Syd Barrett dei Pink Floyd. LSD ebbe effetti nella sua vita e nella sua produzione musicale.

King’s Road

Passiamo a KING’S ROAD, la via principale di Chelsea con una forte connessione con la musica e la moda, centro della Swinging London, con tante boutique indipendenti, tra cui spiccava quella di Mary Quant, icona stessa della “swinging London”, che inventa la minigonna e la fa indossare all’androgina Twiggy, sdoganando ogni donna da un certo stereotipo di femminilità.

King’s Road era la via per vedere e per essere visti. Tutti i generi di artisti e musicisti venivano qui e vi si stabilivano, era il cosiddetto “place to be”, il posto in cui esserci.

Casa di Ringo Starr

Al numero 33 di King’s Road, dove ora al pian terreno c’è la Lloyds Bank, viveva RINGO STAR, in un super attico che acquistò nel 1978. Ricordiamo infatti che la sua precedente celeberrima casa al 34 di Montagu Square era stata venduta.

Poco più avanti, dove c’è un McDonalds, nel 1968, c’era il CHELSEA DRUGSTORE, dove si vendevano tutti i tipi di droga e te la portavano anche a casa, che efficienza! Erano tutti loro clienti!

Casa di Eric Clapton a King’s Road

Al 97 di King’s Road, dove ora c’è un rinomato ristorante, negli anni ’60 nel seminterrato c’era un famoso rock club, che all’epoca attrasse diverse rockstar, e tra questi ricordiamo ERIC CLAPTON, che visse in affitto in uno degli appartamenti sopra tra il ’66 ed il ‘67. Si dice che durante un rave party avvenuto a casa sua, la polizia avesse fatto irruzione. Pare che Clapton fosse stato avvertito prima del loro arrivo e quando la polizia giunse a bussare alla porta, scappò rocambolescamente dal lato posteriore dell’edificio. Qui nella playlist parte e ci sta tutto il suo celebre brano “when your day is gone, and you want to ride on cocaine”!

Chelsea Town Hall

Al 224 di King’s Road troviamo il CHELSEA TOWN HALL, un posto molto popolare anche oggi per celebrare i matrimoni. Qui si sono sposati Ringo Starr, ma anche Roger Taylor dei Queen, con testimoni Freddy Mercury e la sua fidanzata Mary Austin. Nick Mason, batterista dei Pink Floyd, si è sposato qui al Chelsea Town Hall e David Gilmour, il mitico cantante dei Pink Floyd, ha festeggiato i suoi 60 anni, con tanti ospiti famosi. Alla fine del ’66, Chrissie Hynde dei Pretenders, nonché ex moglie di Jim Kerr dei Simple Minds, aveva bisogno di contrarre matrimonio velocemente per continuare a vivere in Gran Bretagna, dato che la sua Visa stava per scadere. Comincia a chiedere in giro tra i musicisti se qualcuno fosse pronto a sposarla e Sid Vicious dei Sex Pistols le dice sì! L’improbabile coppia andò al Chelsea Town Hall, ma quel giorno era chiuso per festività pubblica. Pensarono di ripresentarsi il giorno successivo, ma non fu possibile poiché Sid Vicious dovette apparire dinanzi alla Corte per aver spaccato un bicchiere in faccia ad un povero malcapitato!

Il matrimonio non avvenne mai! Considerando Sid Vicious, direi che l’affare l’ha fatto Chrissie!

Studio di registrazione Sound Technics

Girando in Old Church Street al numero 46B, nel 1965 questo edificio grigio ospitava uno studio di registrazione, chiamato SOUND TECHNICS, dove i Pink Floyd cominciarono ad incidere le loro canzoni. Anche gli Who registrarono qui, poiché Pete Townshend abitava accanto. Elton John registrò qui, quando era ancora Reginald Dwight.

Al 44 di Old Church Street, ovvero l’edificio accanto, c’era lo studio di registrazione dei DEF LEPPARD, genere Heavy Metal, ed uno dei componenti, Steve Clark, viveva lì sopra ed è morto in quell’appartamento a 31 anni per la solita combinazione di alcol e droghe.

Casa di Eric Clapton

Al 36° di Old Church c’è la CASA DI ERIC CLAPTON. E’ qui che l’uomo considerato tra i più grandi chitarristi di tutti i tempi vive e trascorre la maggioranza del suo tempo adesso. Sembra sia stato colpito da una malattia neurologica, che gli rende difficile suonare. Di tanto in tanto lo si può vedere andare in giro.

Casa degli Eagles

Tornando a King’s Road al numero 329, sopra l’attuale ristorante Azteca, c’era la CASA DEGLI EAGLES. Quando registrarono Hotel California, non erano affatto a godersi il sole della California, ma in questo angolo della piovosa Londra.

Proseguendo al numero 500 di King’s Road, dove c’è Paddy Power, all’angolo, prima c’era un pub, in cui agli inizi degli anni ’60 Keith Richards, Brian Jones e Mick Jagger tennero le audizioni per trovare un nuovo bassista. Trovarono William Perks ed il suo basso e subito lo amarono per la sua straordinaria abilità nel suonare lo strumento e per le sue conoscenze tecniche. William Perks è conosciuto come Bill Wyman e fino al 1993 è stato il bassista dei Rolling Stones.

Casa dei Rolling Stones

Perks viveva proprio alla girata del pub, al numero 102b di Edith Grove, che divenne L’APPARTAMENTO DEI ROLLING STONES. Erano proprio gli albori del gruppo che poi sarebbe divenuto noto al mondo come i Rolling Stones, ma all’epoca erano ragazzi che cercavano di vivere insieme, suonare insieme, provare insieme per entrare nel business musicale.

Secondo Mick e Keith, il nome della band Rolling Stones nasce da Brian Jones e da una sua telefonata. Un giorno Brian era al telefono nel loro appartamento, cercando di organizzare uno dei concerti, che loro ragazzi tenevano occasionalmente. Con sua sorpresa, la persona all’altro capo del telefono gli chiese il nome del gruppo, cosa a cui non avevano ancora provveduto. Così, dovette improvvisare e come? Si guardò attorno nell’appartamento in subbuglio e vide tantissime copertine di dischi, tra cui quella di Muddy Waters, il “padre” del blues, il cui primo singolo di quell’album era “Rolling Stones blues”. Fu così che Brian disse “Il nome è The Rolling Stones”.

Il tour dei luoghi che hanno fatto la leggenda della musica continua nella Parte III in cui percorreremo insieme la splendida zona di Chelsea, dove Mick Jagger, David Bowie, Bob Marley, Eric Clapton abitavano a brevissima distanza, giungeremo a Kensington dove ha sede la mitica casa di Freddy Mercury. Proseguiremo per Notting Hill, dov’è nata la musica reggae in Europa, dove è morto Hendrix e dove hanno registrato i più grandi della musica mondiale.